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Alfredo Rodríguez al Roma Jazz Festival 2015, report live e scaletta

Ieri sera, 17 novembre 2015,il pianista Alfredo Rodríguez si è esibito nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, nell’ambito del 39° Roma Jazz Festival, presentando per la prima volta al pubblico italiano il suo nuovo trio, composto da Michael Oliveira alla batteria e da Reiner Ruano al basso a cinque corde.

 

Pupillo di Quincy Jones (che lo ha preso sotto la sua ala protettiva e ne ha prodotto i due dischi all’attivo, dopo averlo ascoltato al Montreux Jazz Festival) il trentenne cubano ha cercato subito di conquistare il pubblico grazie all’approccio impetuoso e molto latino di“The Invasion Parade” (brano che dà il titolo al disco di esordio), palesando la sintonia fra i tre musicisti, visibilmente divertiti e trasportati dalla musica, soprattutto nel montuno scatenato del finale.

Di tutt’altro tenore “VeinteAños”, a dimostrare che sono diverse le corde nei registri dell’artista:passionale, introspettiva, elegiaca, a tratti estatica, molto più apprezzata dal pubblico.

 

Diverse le influenze stilistiche, sulle quali però è prevalsa la tecnica pianistica nativa, cubana, e la sua caratteristica di raddoppiare le ottave e ricercare spesso (forse troppo) riff ostinati e sezioni ritmiche. Quando invece Rodríguez si è avventurato in improvvisazioni melodiche, queste si sono rivelate senza dubbio molto ispirate, ma anche fortementeintrospettive, a tratti cervellotiche e lontane dall’interplay con i due pur bravissimi colleghi, tutte caratteristiche che l’audience ha percepito.

Da segnalare la particolarissima e ironica interpretazione dell’immancabile classico “Guantanamera” (valsa una nomination al Grammy come miglior arrangiamento strumentale), durante la quale Ruano ha chiamato il pubblico a scandire il “duello” improvvisato tra Oliveira e Rodríguez che, per l’occasione, ha sfoderato un timpano dimostrandosi anche ottimo percussionista.

Rodríguez è un pianista dalla tecnica eccellente, notata con piacere e stupore da buona parte del pubblico. Tra gli addetti ai lavori forse è trapelata maggiormente una certa tendenza alla veemenza ritmica a danno dell’inventiva melodica: niente di grave, semplicemente il segno di una fisiologica inesperienza. Nonostante ciò Alfredo Rodríguez resta una grande promessa del jazz internazionale: il “grande vecchio” della musica nera, ovviamente, aveva visto giusto.

 

Scaletta di Alfredo Rodríguez al Roma Jazz Festival 2015:

The InvasionParade

VeinteAños

Tocororo

Yemaya

Quizas, quizas, quizas

Guantanamera

ElGüije

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