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  • Alia: Asteroidi

    Autoprodotto / none

    Data di uscita: 18-11-2014

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Asteroidi è il disco d’esordio di Alessandro Curcio, in arte Alia (la pronuncia è con l’accento sulla A iniziale, mi raccomando). Il cantautore bergamasco ha alle spalle un primo Ep uscito l’anno scorso dal titolo Aria, prodotto da Giuliano Dottori, ex Amor Fou. Grazie ad Aria ha potuto aprire concerti di artisti come Riccardo Sinigallia, Marco Parente e Roberto Angelini. Da queste esperienze Alia ha saputo trarre insegnamenti importanti per una maturazione artistica, tanto da portarlo nel giro di un anno alla composizione di Asteroidi: 11 tracce di pop d’autore, versi suonati, melodie sognanti. La voce dolce e in alcuni brani quasi ipnotica (come in “Musa” o “Corteccia”) si appoggia a sintetizzatori e batterie elettroniche, con ritmi che variano tra lento e veloce, da uno pseudo-psichedelico ad altri quasi synth-pop, come in “Case Di Ringhiera” o “Asteroidi”. In Alia c’è qualcosa che ricorda Battiato, ma non si riesce a definire esattamente cosa. Un atteggiamento verso la propria musica, forse: nell’ascolto di “Verso Il Centro” si può notare in modo evidente. Un buon disco, per essere il primo, certamente acerbo ma con buonissime possibilità di sviluppo.

«Esistono i pianeti. Li conosciamo tutti. Esistono poi gli asteroidi detti anche pianetini. Provengono anch’essi dallo stesso disco protoplanetario che ha dato origine ai pianeti. Hanno una loro orbita e un loro senso. E, pochi lo sanno, in astrologia influenzano il nostro destino allo stesso modo dei pianeti. Se questi ultimi raccontano quello che è il nostro destino, gli asteroidi in qualche modo sono la punteggiatura di questo racconto.»

Pro

Contro

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