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Alice abita ancora qui

Prontamente rilocato dall’Alcatraz al più capiente PalaLido, anche ques’ultimo sembra davvero troppo piccolo per uno spettacolo così a lungo atteso. Entrare nel palazzetto di Piazzale Stuparich è un’esperienza quasi dantesca: stipato in ogni ordine di posti, e con un parterre talmente pieno da far sorgere qualche dubbio sulla sicurezza, entriamo subito nell’atmosfera di quello che sarà un concerto rovente, e non solo per la sovratemperatura causata dall’iperaffollamento.

Sono passate da pochi minuti le 21 quando Alice entra in scena accolta da un boato frastornante, accendendo la folla con un trittico da infarto. Non vorremmo essere nei panni di William Duvall, chiamato a sostituire l’iconico Layne Staley: sulle sue spalle la responsabilità di colmare un vuoto forse troppo grande per chiunque, e di portare sul palco un album, “Black Gives Way To Blue” che per quanto buono deve metaforicamente convivere con la pesante eredità di un “Dirt” qualunque. Non staremo qui a disquisire se la prova è stata superata o meno: Duvall non è Staley, e nessuno gli chiede di esserlo. Ciò che realmente conta è lo spirito con cui viene affrontata la prova, e da questo punto di vista non possiamo affatto lamentarci. Il ragazzo è dotato di grande voce ma soprattutto di grande carattere, il resto ce lo mettono Cantrell, Inez e Kinney che riportano in vita il fantasma di Alice, e lo fanno nel migliore dei modi: con grinta, rispetto del passato ed una nuova voglia di stare sul palco.

Rispetto alla formazione originale, e chi ha avuto modo di vederli dal vivo quando Staley era, quanto meno fisicamente, ancora tra noi, non può non averlo notato, mancava forse quell’alone maledetto e marcescente in cui Staley trasformava tutto ciò che toccava. I tre superstiti sono cresciuti, non solo anagraficamente, non solo per evoluzione naturale. Gli Alice In Chains di oggi sono ancora una macchina da guerra che vive e funziona sui riff gloom’n doom di Cantrell, ma il tutto risulta più controllato e consapevole.

Lo show tocca vette emotive di rara intensità in diverse occasioni, ma la commozione diventa davvero tangibile sulle note acustiche di “Black Gives Way To Blue”. Con un sapiente mix di vecchio e nuovo Cantrell e compagni hanno dato vita ad un concerto di grande spessore tecnico, emotivo e qualitativo, e consegnando alla musica un nuovo, grande front-man che, pur avendo appena spiccato il volo, possiede tutte le carte in regola per entrare nei cuori di chi, Alice, l’ha conosciuta oramai quasi vent’anni or sono.

Rain When I Die
Them Bones
Dam That River
Again
Your Decision
Check My Brain
Love, Hate, Love
It Ain’t Like That
A Looking In View
Down in a Hole
No Excuses
Black Gives Way To Blue
Last of My Kind
Angry Chair
Acid Bubble
We Die Young
Man In The Box
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Lesson Learned
Would?
Rooster

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