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“Alieni”: traccia per traccia, Loudvision vi racconta il nuovo disco di Geddo

Si intitola “Alieni” e se possibile potremmo chiamarlo concept album se per Alieni ci si riferisce agli altri, alla vita che ruota attorno ricca di qualità dubbia e cattive comunicazioni. La crisi imperante in un sistema sociale fatto di paradossi e di incoerenze, di un vivere liquido nelle cose e nei rapporti. La bella canzone d’autore di Geddo torna in scena in un terzo lavoro che non tradisce le aspettative di un suono pulito e di testi sinceri che non puntano ad avere come scopo la vetrina sfacciate dello show business delle televisioni. Il consueto Zoom di LoudVision vi presenta questo disco traccia per traccia.

Geddo, Alieni traccia per traccia

CHIARO
Il primo brano contiene diverse chiavi di lettura. Da una parte racconta la difficoltà di un ragazzo a mantenersi coerente e lucido nell’applicazione dei propri principi e dall’altra, in un contesto più generale, tratta della mancanza di chiarezza nella comunicazione e nell’interazione tra le persone e della difficoltà a mantenersi puri nell’applicazione delle proprie fragili certezze.

LAMPI DI SETTEMBRE
Il secondo brano, nell’ottica dell’album, va inteso come il brano positivo e tenta di racchiudere le soluzioni proposte per uscire dalla crisi comunicativa determinata dall’eccesso di accesso al privato. Si parla infatti di fuga, di viaggio, di condivisione e di orizzonti. Ritengo davvero che l’unica possibilità di uscire dalla chimera di conoscere il mondo da seduti, tramite il telefono o il computer, sia il muoversi il più possibile, fuggire dal quotidiano, fuggire dagli schemi predefiniti in cui siamo incasellati. Il brano è anche un piccolo tributo all’Europa.

DUE
Nell’era dell’accesso in un secondo ti connetti con uno sconosciuto in Australia ma quanto siamo connessi con la persona con cui viviamo? Oggi è difficile intendere la coppia come un unico progetto, un effettivo compromesso che tracci una strada comune ma quello che vedo sono percorsi e progetti personali diversi che si incontrano e si scontrano continuamente magari addirittura con spirito competitivo o identità configgenti e segrete.

CAMMINA CAMMINA
Passeggiata di salute tra le tante nuove macchiette della società italiana; in questo caso per sfuggire alla galleria dei “nuovi mostri” al protagonista, non resta che rifiutare di fermarsi e continuare a camminare. Mi piaceva utilizzare una forma semplice e antica di canzone per tratteggiare dei personaggi che mi sembrano comunque inuovi protagonisti delle strade che percorriamo.

PAOLINA
L’eterna giovinezza e i suoi costi personali in una piccola delicata storia sulla differenza di età. Lui incerto e impacciato di fronte all’imperturbabilità di una ragazza troppo giovane finisce per combinare un guaio. Tutto gira intorno al personaggio femminile, libero ma inconsapevole, quasi assente di fronte all’eterno indecisionismo di lui. Alla fine la situazione si complica ulteriormente.

PORTAMI A CASA
Una canzone sul bisogno di incontro vero che prescinde dalla fugacità. La richiesta di entrare realmente a far parte della vita di un’altra persona unita alla voglia di un incontro che realizzi un caldo rifugio contro le avversità e aiuti ad affrontare gli inverni della vita. Un invito ad esplorare quello che ognuno di noi ha da dire e da dare. Il brano ha un incedere imperioso perché rappresenta l’eroismo insito nella scelta di vivere sostanzialmente l’incontro.

UN ALTRO GIORNO
Una delle categorie aliene con cui è più difficile comunicare o interagire è quella degli adolescenti. Sballottati in percorsi quotidiani e costretti nelle paranoie degli adulti. Sempre più lontani dalla strada e travolti da campagne di massificazione terrificanti e ossessive. Un piccolo inno di incoraggiamento per le loro croci quotidiane tra il corso di inglese, quello di computer, i mille compiti per domani e i loro punti interrogativi sul senso di ciò che scorre quotidianamente nelle loro indifferenti città.

BRICIOLE
Dopo la canzone sui ragazzi un brano su una categoria verso cui si abbatte un’alienazione diversa e impietosa: si parla degli anziani. Quelli del palazzo, soli e orgogliosi, con la loro vita uguale e solitaria; ormai considerati solo per le loro abitudini e per la loro inutile cortesia. Un piccolo spunto per ricordare che sono ancora vivi e bisognosi di contatto umano. Nel brano alla loro semplicità e umiltà viene riportata la velocità e la ferocia del mondo circostante.

NON DIRMELO
Una canzone su ciò che non riusciamo a dirci a causa dei nuovi linguaggi basati sull’allegoria, sui nuovi simboli, sulla virtualità del nostro trovarci e sulle identità moltiplicate e forse ormai incapaci di rientrare in una coerenza di spirito e di volontà. L’urlo nell’era dell’accesso di chi sente di soccombere alla quantità di comunicazione che ci anestetizza e ci riduce alla nuova solitudine 2.0. Un quadro scevro di giudizi ma pieno di spunti di riflessione sull’attuale nichilismo.

CHLOE’
Chloé è il robot protagonista della commedia “Più vera del vero” di Martial Courcier, scritta nel 2001. La commedia parla di un misogino che si innamora di un nuovo robot donna, prodigio della tecnologia. Essendo che il robot si ritrova a provare emozioni umane la ditta che lo ha costruito lo disconnette. La compagnia teatrale “I sani da legare” di Tivoli ha messo in scena la commedia e ha commissionato per l’occasione a Geddo la canzone di contorno al momento in cui Chloè viene disconnessa lasciando nello sconforto il protagonista che se ne è innamorato. Naturalmente la canzone non si limita al tema della commedia ma assume spessore generale nell’essere canzone d’addio e sul rapporto tra anestesia emozionale e tecnologia.

PER CIO’ CHE MI RIGUARDA
Inno di indipendenza della musica e dell’arte che da una parte non deve appartenere a niente e a nessuno e dall’altra deve sapersi sporcare di sangue, di terra, di conflitto e di passionalità. Fuori dai cliché, dalle etichette, dalla politica tifosa o rituale, la canzone attraversa la vita e i suoi momenti dichiarando la sua orgogliosa autosufficienza e libertà. Il tratteggio jazzato si interseca volutamente con un testo aspro e disincantato.

LA RAGAZZA SENZA DUBBI
Piccola storia di come nascano le canzoni e alter ego femminile del protagonista di Chiaro. La ragazza senza dubbi crolla alla fine come in “Chiaro” e cede alle proprie debolezze e incoerenze. La vita con la sua forza spazza le nostre piccole verità e forse il senso sta nell’accettarlo e nel ripartire con il prossimo treno che prima o poi arriverà.

ALLE BIONDE PIACE NOIR
Il pezzo prende spunto dalle avventure dell’Ispettore Calcagno che è il protagonista dei romanzi dello scrittore ligure Maurizio Pupi Bracali. Lo spunto letterario serve a parlare della Liguria e, in particolare dei liguri di Ponente, che per il carattere aspro e orgoglioso sono un popolo sicuramente alieno. Le bionde sono le birre che nel dehor l’ispettore Calcagno mentre riflette sui casi da affrontare.

ORO E SANGUE
Pezzo finale e forse più personale dell’album; in realtà si tratta di un piccolo pensiero per quel tipo di storie che non si sono avverate ma che hanno lasciato qualcosa dentro di noi. Parla di quei momenti in cui ripensiamo alle persone che sono state importanti e magari per un momento, anche uno solo, forse proprio nella malinconia di un Natale che si avvicina le vorremmo per un attimo di nuovo vicino a noi.

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