Home > Recensioni > Alkene: Etere
  • Alkene: Etere

    Moscow / none

    Data di uscita: 07-06-2016

    Loudvision:
    Lettori:

Esce il 7 giugno Etere, secondo album del quartetto triestino, Alkene, per l’etichetta Moscow.

Gli Alkene ci hanno abituati al rock tipico del cantautorato italiano in scena con i Verdena, mixato ad una elettronica più contemporanea, quasi da ultimi Radiohead con parentesi psyco  e ballate romantiche.
Il rimando alla chimica, come elemento legante persone, è sempre presente: il“Cadmio”, singolo del primo album, è sostituito dall’“Etere”, elemento poco reattivo che rappresenta la “Quintessenza” e ritenuto la materia che permeava e connetteva tutto l’Universo.
Attraverso questo elemento il tema principale dell’album diventa la consapevolezza, o la speranza, dell’esistenza di qualcosa di percepibile nell’invisibile e, al tempo stesso, l’annullamento del timore verso una realtà concreta.

Di rilievo è “Verbofobia”.Il brano rimanda a scenari islandesi, con un sound elettronico degno di Bjork. Lo stesso non si può dire del testo, ripetitivo e meno eclettico di quanto ci si aspetti.
“Siddharta” nel suo contenuto è coerente con lo scenario citato nell’intramontabile libro di Hesse. Il brano è un dialogo con la natura, in un crescendo di speranze di consapevolezza “zen”.
Strutture aperte come quella di “Denso”, caratterizzate dall’utilizzo di loop e stratificazioni verticali, si alternano ad altre pop come “Matahari”, mantenendo costante approccio di ricerca negli arrangiamenti.
L’album esprime la maturazione del gruppo anche nel grouve, che si arricchisce di elementi internazionali come i The National e James Blake, che suonano da eco nei riff chitarristici post rock del brano “Cuore”.

L’artwork realizzato da Andrea Giorgi, ruota intorno al dodecaedro, che si materializzerà nelle prime copie fisiche dell’album: saranno infatti vendute insieme a un oggetto in legno componibile.

 

di Fabiana Criscuolo

Pro

Contro

Scroll To Top