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Alla corte del Sultano

La serata inizia nel peggiore dei modi, ma quando si arriva a destinazione si è subito avvolti dalla sensazione di partecipare ad una serata importante; all’interno del Milano Jazzin Festival l’atmosfera è quella delle grande occasioni, e, accompagnato da un sottofondo musicale folk celtico, arriva l’ora dell’inizio del concerto.

Il silenzio cala nell’Arena, un applauso fragoroso accompagna la band sul palco, ed è subito Mark che, con il tuo tocco magico, fa parlare la chitarra sulle note di “Border Reiver”, tratta dall’ultimo CD “Get Lucky”. L’impressione iniziale è che lo show sembri incentrato soprattutto sulla sua nuova fatica: la band suona in modo spettacolare, i suoni sono puliti, la precisione e la tecnica portano il pubblico ad un ammutolimento quasi irreale durante tutte le performance, seguite da sonori applausi. La professionalità indiscussa del musicista concede però anche momenti d’ilarità, come quando spiega l’affetto che lo lega alla sedia su cui suona durante la serata.

La scaletta prosegue abbracciando l’intera carriera del guitar hero, dando spazio a pezzi quali “What It Is”, “Sailing To Philadelphia”, “Hill Farmer’s Blues” (da “The Ragpicker’s Dream”), rendendo omaggio anche ad album quali “Golden Heart”, “Shangri La” e “Kill To Get Crimson”. Knopfler sceglie ottimamente i suoni, dando giusto risalto agli strumentisti che lo accompagnano e che godono tutti di ampio spazio sul palco: dal violino al contrabbasso e alle tastiere, passando per la fisarmonica e il flauto.

Giusto omaggio viene reso ai Dire Straits ed è subito “Romeo And Juliet” (da pelle d’oca), seguita dalla splendida “Sultans Of Swing”. “Telegraph Road” chiude il concerto, e tra i bis c’è spazio per altri due pezzi sempre dei Dire Straits: “Brothers In Arms” e “So Far Away”. Dopo “Our Shangri-La” arriva l’ultima, commovente “Piper To The End”. Il concerto così termina con una lunga standing ovation dalle gradinate e dal parterre, entrambi estasiati; i riflettori si riaccendono sull’arena e il pubblico appagato torna verso casa, sicuro di aver partecipato a un grande evento musicale.

Border Reiver
Why Aye Man
What It Is
Sailing To Philadelphia
Cleaning My Gun
Prairie Wedding
Hill Farmer’s Blues
Romeo & Juliet
Sultans Of Swing
A Night In Summer Long Ago
Done With Bonaparte
Marbletown
Speedway At Nazareth
Telegraph Road

Encore:
Brothers In Arms
Our Shangri-La
So Far Away
Piper To The End

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