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Allucinazioni colorate nella “Landa Evanescente”

È una Casa139 gremita di fan, quella che a Milano ha accolto i Jennifer Gentle nel loro tour europeo. Un live che ha sottolineato, per l’ennesima volta, la loro energia e quel pizzico di estro che, col tempo, sembra essersi piacevolmente delineato in lucida follia.
I Jennifer Gentle, ormai rimasti in due, portano con sé l’umorismo e l’incompiuta carriera di Syd Barrett. Il tutto sapientemente amalgamato in una miscela di innata originalità. Ed è proprio quella che il cantante e chitarrista Marco Fasolo e il tastierista factotum Liviano Mos hanno nel loro mirino: lo dimostra l’essere stato il primo gruppo italiano a ottenere il contratto dalla Sub Pop, ma soprattutto il loro ultimo lavoro, l’EP “Evanscent Land” che la band sta orgogliosamente scarrozzando per tutto il mondo.

Tra luci rosa e atmosfere psichedeliche, i Jennifer lanciano sul pubblico le loro pietre miliari: dalla scherzosa “Locoweed” alla frenetica “I Do Dream You”. Dall’allucinata “Liquid Coffee” alla distesa “Take My Hand”, fino alla isterica “Nothing Makes Sense” un omaggio sonoro a “The Piper At The Gates Of Dawn”. E in mezzo a questo caleidoscopio di suoni, ecco i brani del loro nuovo album: “She’s Alright” dall’aroma armoniosamente pop, “My Memories’ Book” dal gusto Tolkien, “Madhouse” dal sapore un po’ malinconico e, infine “Wondermarsh” a chiudere il quartetto della nuova produzione.

L’EP esce per una piccola label inglese, la Heron. Il clima è differente dal gotico cupo di “The Midnight Room”. Un pop accattivante, piacevolmente malato, a tratti straordinariamente sghembo ma sempre meravigliosamente attuale. Il pubblico apprezza. Balla, canta, si perde. L’ironia di Marco Fasolo è il collante per una serata dove spensieratezza e bravura si fondono in una nuova identità: il genio.

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