Home > Recensioni > ?Alos e Xabier Iriondo: Endimione

Una fiaba horror per bambini cattivi

Il suono di “Endimione” è essenziale, e il cantato diventa parola che racconta le storie – truci – di personaggi che fecero parte della vita di Artaud.
“Robert Mortier” è un racconto angoscioso e allucinato. “Genica Atanasiou” sembra uscire direttamente da un grammofono, ma i suoni che ne generano sono impazziti e devastanti; “Marguerite Jamois” è orientaleggiante (balinese?), onomatopeica e kabuki, mentre in “Florent Fels” ?Alos racconta una storia alternandosi a un suono chitarristico fratturato e metallico, che si distrugge ulteriormente in “Simone Dulac”, dove la chitarra e la voce procedono sbocconcellate e rotte in un crescendo isterico. I brani più riusciti sono “Charles Dullin”, “Georges Gabory” e “Cruel Restaurant” .

“Endimione”, uscito su Brigadisco lo scorso 15 ottobre, è un concept album in 12 pollici soffocante e bellissimo, un tormentato e comunicativo incubo sonoro che si fa volentieri teatrale come sanno essere gli Ovo, e ricercato come può esserlo il chitarrista italo basco. Il suono è schiaffeggiato, frenetico, violento, e trascina in una logorante oscurità senza fondo. Quello di Endimione è un percorso soffocante e funesto quasi primordiale, cacofonico ma ricco anche di suoni garbati ed eleganti, di campanelli e grammofoni, e di silenzi.

Pro

Contro

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