Home > Report Live > Alt-J live al Rock in Roma 2015, report live e scaletta

Alt-J live al Rock in Roma 2015, report live e scaletta

Eccoci, ci siamo. Puntuale come ogni anno, negli ultimi sette. È domenica, 14 giugno, e la capitale torna ad essere l’epicentro musicale dei festival estivi di tutt’Italia. Il Postepay Rock in Roma 2015 prende il via oggi e lo fa zitto zitto se si pensa alla lunga lista di grandi artisti che si alterneranno da qui fino al prossimo 6 settembre.

Eppure, per questa prima serata si potrebbe dire che non ci sia infamia e non ci sia gloria perché ad inaugurare la stagione ci sono infatti degli illustri sconosciuti: gli Δ (Alt-J) salgono per primi sul palco dell’Ippododromo delle Capannelle.  Ma Alt che, J chi? Loro, portavoci di rilievo dell’indie-tronica britannica; loro, elevati da altri critici ad eredi della tradizione musicale sancita e battezzata dai Radiohead; si, proprio loro, restano ai più ancora, ahimè, sconosciuti. E lo si vede dall’inaspettata facilità con la quale si accede all’area allestita per il concerto. Ma poco male, si starà più comodi.

Starter della serata sono i Disco Zodiac, giovane band romana non proprio anonima in questo festival perché già vincitrice del contest Postepay Rock in Roma Factory nel 2014. Simpatici e tutto sommato piacevoli, ci fanno compagnia fino alle 21.30 per poi ritirarsi  a migliore occupazione… Finalmente!

Poco più tardi, le silouette dei tre giovani di Leeds appaiono sul palco retroilluminato. E come i vertici dispiegati del triangolo che li rappresenta – il delta del cambiamento – gli  Alt-J si schierano su una stessa linea. Tastiere, voce, batteria.

“Hunger Of The Pine” rompe l’attesa e segna l’inizio del live. Giochi di luce in geometrie irregolari accompagnano la genesi di questo concerto fatto di elettronica minimalista anche se ricca di influenze e contagi che spaziano dall’art rock all’alternative, fino all’indie pop. Ma non solo. Le schizofrenie musicali della dubstep afropop di“Fitzpleasure” fanno ben presto tremare la terra: i bassi suonano e allora tutto vibra. È solo poi questione di energia: la senti, risale dal suolo, ti attraversa e si svincola in mani frenetiche, poste in alto al cielo a seguire la scia di una melodia che non finisce ma cambia forma. Con “Something Good” e “Dissolve Me”,  ecco allora subito nuove storie e nuovi ritmi in un mix di armonie spettrali, tamburi e chitarre popolari, che catturano e poi liberano.

Da sonorità elettroniche ad altre più elettriche, sperimentalismi e ricercatezza di suoni e testi, in un’ora e mezza si alternano così brani tratti da “This Is All Yours” e “An Awesome Wave”, che in arrangiamenti mai banali guidano verso la potenza delle immagini evocate in ogni singolo. “Taro”, “Bloodflood”,  “Nara”, “Matilda” e l’immancabile “Breezblock”, che chiude il live.

E se il The Guardian sosteneva che «C’è solo una cosa che delude ad un concerto degli Alt-J: che prima o poi finisce!», il prima a cui alludeva questa sera è arrivato davvero troppo presto. Non è ancora scoccata la mezzanotte quando Joe Newman ringrazia, augura la buona notte e assieme a Gus Unger-Hamilton e Thom Green sparisce dietro le quinte come novelle cenerentole.

Ai presenti non resta allora che rompere le righe e aspettare il loro prossimo live. Sperando in qualcosa di più.

 

La scaletta degli Alt-J al Rock in Roma 2015

Hunger of the Pine

Fitzpleasure

Something Good

Left Hand Free

Dissolve Me

Matilda

Bloodflood

Bloodflood Pt. 2

❦ (Ripe & Ruin)

Tessellate

Every Other Freckle

Taro

Warm Foothills

The Gospel of John Hurt

Lovely Day (Bill Withers cover)

Nara

Leaving Nara

Breezeblocks

Scroll To Top