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AlteriA: il nocciolo della questione

Dai NoMoreSpeech ai Rezophonic, fino alla carriera solista.
Stefania “Alteria” Bianchi ci parla della sua vita da artista nel panorama musicale italiano a poca distanza dalla pubblicazione del suo fresco “enCORE”.
Buona lettura!

 

Come sei entrata inizialmente in contatto con la musica?
Nasco in una famiglia dove la musica è di casa. Mio padre ha iniziato a lavorare come speaker in radio a 17 anni e quindi la sua passione per la musica mi ha coinvolta subito. Poi a 13 /14 anni ho iniziato a canticchiare con le prime band della scuola e beh… poi da lì non mi sono più fermata.

Cosa ti ha spinta a intraprendere un progetto da solista, dopo le esperienze con altri musicisti (vedi Rezophonic)? Da dove viene il tuo nome?

Il mio nome Alteria, arriva dal latino “alter ego” (altro io), volevo renderlo più femminile… “alter ega” non era fattibile e quindi si è trasformato in Alteria. Adoro l’idea di non essere un’unica cosa, ma avere varie componenti, varie personalità alle volta in contrapposizione tra di loro.
Il progetto solista arriva dopo 7 anni passati con la mia ex band, i NMS, progetto fallito per le solite dinamiche di band- si era persa l’obiettivo comune, diciamo. Inizialmente ho deciso di prendermi una pausa, poi dopo 6 mesi scalpitavo e ho deciso di lavorare su me stessa mettendomi in gioco come solista, anche se con il lavoro fondamentale di Nando de Luca (produttore insieme a me del disco e bassista) .

Ho ascoltato il tuo nuovo album e ho notato un forte taglio internazionale. Se non è un’osservazione errata, quali sono state le tue ispirazioni e in generale chi apprezzi del panorama musicale attuale (sia italiano che globale)?
A differenza di qualche anno fa, ho allargato i miei ascolti. La mia musica del cuore rimane il rock classico, i Led Zeppelin su tutti, ma ascolto molto altro.
Durante la stesura di questo album ero particolarmente attratta dal sound dei Deftonese dei Tool per esempio. Cambiando totalmente genere mi sono innamorata della voce di Florence & The Machine e forse questo aspetto lo si ritrova nel fatto che rispetto al mio disco precedente tendo a “cantare” di più, c’è più melodia e più respiro nelle parti.

Come sono nate le canzoni? Prima viene la musica e poi arrivano i testi?

Le canzoni nascono prima tutte musicalmente. Dopo arriva il testo che nasce influenzato proprio dall’atmosfera del sound.
Le parti strumentali dei brani sono state tutte composte da Nando de Luca mentre io mi sono occupata di lyrics e melodie vocali. Un lavoro decisamente nuovo per me che ero abituata a comporre in saletta con altre 4 teste. Ma questa formula mi ha concesso di essere più attenta alle sfumature, avere più tempo e studiare bene la voce nelle sue varie forme, cattiva, velata, rauca o pulita. Mi sono divertita molto.

C’è un brano a cui sei legata particolarmente per la sua genesi o per il suo significato?

Di sicuro “Sickness” è una canzone che amo tanto. Mi piace al punto che ho deciso di farne una versione acustica, voce e pianoforte, che per adesso hanno in esclusiva una cerchia ristretta di miei ascoltatori (odio la parola fans…eheh cerco sempre dei sinonimi) ma che spero presto di fare ascoltare a tutti.

Che messaggio vuoi trasmettere con questo tuo album? Qual è lo scopo del titolo?
Parlare di “scopi” e obiettivi mi sa un po’ di meccanico. Io avevo bisogno di buttare tanto di me stessa in musica e ho cercato di farlo sperando di poter fare immedesimare nelle canzoni anche chi mi avrebbe poi ascoltata. Il disco si chiama “enCORE” per due motivi: per il concetto di “bis”, di riniziare e di rimettermi in gioco e poi perché scomponendo la parola si trova “CORE” che significa nucleo, mi piaceva questo doppio significato: iniziare con un nuovo progetto e trovarci il mio nucleo all’interno.

C’è qualche aneddoto che vuoi ricordare, accaduto durante registrazioni? O c’è stata una parte della produzione del disco che hai preferito?

Come è logico che sia la musica va suonata e quindi al momento della registrazione del disco ho chiamato musicisti per me fondamentali e stravalidi oltre che persone meravigliose. Ovviamente Nando de Luca al basso (anche ex NMS) Roberto Fabiani alla batteria (anche lui ex membro dei NMS) e Pietro Quilichini alla chitarra. In studio ci siamo fatti tante di quelle risate da avere i crampi addominali… gli aneddoti da raccontare sarebbero troppi e forse sarebbero anche inenarrabili hehe!

Sei pronta ad affrontare una nuova tournée? Che cosa ti piace dell’esibirti in pubblico?
La tournée è partita ufficialmente il 23 novembre (anche se durante l’estate abbiamo fatto un po’ di live di rodaggio) . Abbiamo già fatto una dozzina di date in giro per l’Italia, da Napoli, a Udine, Verona,Milano, Firenze e speriamo di toccare molte altre città. Sul palco con i ragazzi ci scateniamo. La dimensione live rimane la mia preferita, una valvola di sfogo incredibile e soprattutto uno dei pochi modi per trasportare letteralmente le tue emozioni dalla tua anima a quella di chi è davanti a te.

Hai qualche progetto per il futuro, per esempio collaborazioni o altri dischi da solista?
Ho un sacco di progetti. Tantissimi.

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