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  • Alt-J: An Awesome Wave

    Alt-J

    Loudvision:
    Lettori:

!!!1!UNDICI!1!!11!!!

Prima ascoltate, poi andate a cercare “Alt-J” su Google e filmate la vostra reazione. Il video più buffo vincerà una sedia che suona quando vi ci si adagia sopra.

Eh sì, perché già dalla prima introduzione (e ce ne sono parecchie) uno s’aspetta che a cantare e suonare sia un gruppetto di afroamericani intellettualoidi che indossano coppola e tifano Sud Africa. E invece: eccoli, più nerd che mai con quegli occhialetti e la pelle di un pallore che fa invidia a Powder.

Gli Alt-J disarmano persino per come fanno musica, sperimentale e ricercata, colta e raffinata, indie ma che non cade nella banalità degli stereotipi; gli spifferi fanno entrare il folk acustico e i ritmi neri che forse, a Cambridge, non ci aspettavamo.

Diciamolo: c’era davvero bisogno di un disco del genere in un’epoca sì buia e mesta per quanto concerne la sfera musicale.
E diciamo anche: questo è uno di quei piccoli oggetti che si riscopriranno di generazione in generazione, di supporto multimediale in supporto multimediale, con la naturalezza propria soltanto di sublimi capolavori.
Infine: click.

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Contro

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