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Altro che Zombie!

Aprono le danze gli Outside Royalty, una band americana indie-rock molto coinvolgente che ripropone inoltre un riarrangiamento di “Eleonor Rigby” dei Beatles meritevole. Ma non è per loro che il pubblico si è riversato nel Forum di Assago.

“Godetevi tutto quello che avete, amate e vivete la vita, perché tutto trascorre in fretta”, queste le parole della O’Riordan prima dell’esecuzione, toccante, di “When You’re Gone”.
Dopo 7 anni di assenza fanno il loro ritorno sul principale palco milanese i Cranberries, nella tanto attesa reunion del 16 marzo, unica data italiana. Un concerto sold out, come era prevedibile. Ed il pubblico, scalpitante, non si fa mancare niente: salta e canta partecipando col gruppo agli episodi epocali, da “Salvation” a “Zombie”, mentre “Dreams” accende gli animi di chi ancora ricordava l’ultimo loro concerto del 2003.

Sulle note di “Analyse” si capisce che nulla è cambiato per la band. Passando per gli intramontabili classici di “Ode To My Family” alla già citata “Zombie”, ma soprattutto con “Just My Imagination”, i Cranberries ribadiscono lo smalto ancora intatto ed il marchio riconoscibile nell’interpretazione dei più grandi successi. A sorpresa, il gruppo dà spazio anche ad alcuni singoli della O’Riordan che, per non scivolare nell’indolenza, nel frattempo ha pubblicato due album da solista pur senza mai dividersi ufficialmente dalla band.

La platea si illumina alla luce di telefonini e fotocamere che fanno da riempimento ad una scenografia luminotecnica spettacolare, pur nella sua semplicità. Novanta minuti più piacevoli di una partita di calcio insomma, a dimostrazione che la buona musica riesce ancora a riempire gli spalti.

Una serata perfetta da tutti i punti di vista, ma non c’erano dubbi.

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