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A galla per un pelo

Loro sono toscani e “Sounds From The Path” è il loro mini-esordio. Che, per farvi un’idea grossolana, potete immaginare come un incrocio tra la colonna sonora di Braveheart e gli In Extremo.

Ci piacerebbe dirvi di aver per le mani un disco che tra qualche anno ci farà fruttare un sacco di soldi. La realtà, però, non è questa.

Tanto ci danno canzoni come “To Sligo” e “Mel Deorum” quanto ci tolgono le loro sorelle “Fly” e “Free As A Bird We Are”. E se la verità sta nel mezzo, “In Dust” rappresenta degnamente i punti di forza e quelli di debolezza di questo “Sounds From The Path”. Che suona ancora immaturo, che oscilla tra intuizioni e ripetizioni. E che avrebbe bisogno di un’iniezione vitaminica.

L’idea è bella. Certo di nicchia, ma resta pur sempre bella. “Sounds From The Path”, però, è poco efficace. Un po’ per la produzione, che annega in un mare di bassi e che pennella i brani di tinte un po’ troppo cupe. Un po’ perché manca quasi dappertutto la giusta amalgama, quella che senza la precisione non ci potrà mai essere. Un po’ perché spesso ci si ritrova davanti a bridge e ritornelli che sembrano fare il verso a se stessi. E un po’ perché la voce sembra spesso troppo poco convinta. Esulano da questi un po’ perché “To Sligo” e “Mel Deorum”. E sono loro che ci fanno pensare che esista un fiammella da continuare ad alimentare.

Pro

Contro

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