Home > Recensioni > Alyson Avenue: Omega

Melodia a piene mani per un tuffo negli anni 80

La storia degli Alyson Avenue sembra una corsa a ostacoli. Formatisi nel lontano 1989, hanno dovuto attendere ben undici anni prima di trovare un’etichetta che li mettesse sotto contratto facendoli debuttare con un album (“Presence Of Mind”). Undici anni passati tra un litigio e un altro, uno scioglimento e una ricomposizione, atroci dubbi su quale indirizzo musicale prendere. A giudicare dal successore di quella opera prima bisogna immaginare che le difficoltà abbiano temprato lo spirito del combo svedese a dovere. “Omega” è un disco di purissimo Aor, ricco di melodie coinvolgenti, riff trascinanti, il tutto impreziosito dalla voce femminile di Anette Blyckert (non a caso passata poi ai Nightwish), in grado di dare quel tocco di originalità rispetto a tante altre proposte del genere. Non è certo l’innovazione il punto di forza del lavoro, che affonda a piene mani nei canoni stilistici di fine anni 80, ma le aperture melodiche di brani come “When Dreams Fall Apart”, “One Life One Show” o “Do You Ever Miss My Passion” sono piccoli gioielli da mandare in loop sullo stereo. Il cammino della band ha sempre oscillato tra rock melodico classico e hard rock, e quest’ultima influenza la si può cogliere nello splendido lavoro chitarristico dalla coppia Patrick Svard-Christofer Dahlman. Più convenzionale l’uso delle tastiere (non a caso “secondo lavoro” del batterista Niclas Olsson), la cui misura fa sì che almeno non siano di troppo disturbo. Pochi i momenti deboli, anche se una certa somiglianza tra i ritornelli di alcuni brani finisce con il rendere quelli con la strofa meno accattivante una zavorra alla riuscita complessiva del disco. Ma questi sono peccatucci veniali assolutamente perdonabili.

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