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  • Amaseffer: Exodus – Slaves For Life

    Amaseffer

    Data di uscita: 24-06-2008

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Armonie armoniche. Fin troppo.

Gli israeliani Amaseffer giungono con “Slaves For Life” al debutto discografico, sotto l’ala protettrice della sempre attenta InsideOut.
Già nominando la casa tedesca si può capire dove il gruppo vada a parare: ci troviamo infatti di fronte ad una buona band di prog metal, alle prese con un maestoso concept basato sull’esodo del popolo ebraico.
Il primo nome che viene in mente sono chiaramente i geniali Orphaned Land, visto anche che Kobi Fahri partecipa al disco in questione occupandosi delle parti vocali tradizionali israeliane. Rispetto ai connazionali però gli Amaseffer sono molto più cinematografici, sembrano voler mettere in scena un vero e proprio film per raccontare le vicende del loro popolo: orchestrazioni pompose (talvolta fin troppo, a tratti ridondanti) ed un pathos di fondo che ricorda in molti momenti i Kamelot più epici di “Karma” o “Epica”. Davvero ottima la prestazione di Mats Leven alla voce, non certo un esordiente visti i trascorsi con Malmsteen e la sua splendida interpretazione sull’omonimo disco degli Abstrakt Algebra di Leif Edling. Anche il resto della band non è da meno e si prodiga nel creare le atmosfere adatte al concept alternando momenti atmosferici e tribali a sfuriate di metallo con fughe strumentali memori qua e là della lezione dei Symphony X più ariosi di “V”.
Il problema principale del disco risiede nella sua eccessiva prolissità (78 minuti per 10 pezzi non sono proprio una passeggiata) e nella conseguente ridondanza di talune atmosfere e parti che alla lunga diventano pesanti e perdono l’indiscutibile fascino di cui si fregiano per almeno le prime 4 canzoni (nonostante la durata, sia “Birth Of Deliverance” che “Midian” sono davvero splendide).
Tutto sommato un eso(r)d(i)o decisamente buono che lascia intravedere ampi margini di miglioramento che speriamo giungano con la seconda parte del concept.

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