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Amazing Amy — Intervista a Kirk Van Wormer, illustratore per L’Amore Bugiardo – Gone Girl

Kirk Van Wormer è l’artista che ha realizzato le illustrazioni di Amazing Amy, o Mitica Amy nella versione italiana, per “L’amore bugiardo – Gone Girl“, il film di David Fincher tratto dal romanzo di Gillian Flynn (qui la nostra recensione e un profilo dell’autrice) nelle sale italiane dal 18 dicembre.

Se il nome di Amazing Amy vi suona familiare, significa che avete visto e/o letto “Gone Girl” e potete proseguire serenamente nella lettura. Altrimenti attenzione agli SPOILER, perché nell’intervista con Kirk Van Wormer discutiamo in maniera dettagliata della vicenda narrata nel libro e poi nel film.

Nella storia scritta da Gillian Flynn, Amazing Amy presenta diverse sfumature di significato: il padre e la madre di Amy (sullo schermo David Clennon e Lisa Banes), entrambi psicologi, sono autori di una popolarissima serie di libri per bambini che vedono appunto protagonista Amazing Amy, una ragazzina speciale e piena di talenti.

Agli occhi del mondo, Amazing Amy è l’omaggio affettuoso di due genitori nei confronti della propria figlia. Agli occhi della vera Amy (Rosamund Pike), uno strumento crudele e mortificante per farla sentire costantemente inadeguata, perché laddove lei sbaglia o fallisce, la Mitica Amy si dimostra negli anni sempre perfetta e vincente.

Ogni qual volta io mando in vacca qualcosa, Amy fa esattamente la stessa cosa alla perfezione […]. All’epoca ci diventavo pazza ma […] ho deciso che la cosa era troppo ridicola per sprecarci altra rabbia: da parte dei miei genitori, due psicologi infantili, per la miseria, la scelta di manifestare in pubblico l’aggressività passiva verso la propria figlia non è solo sbagliata, ma stupida, assurda e persino esilarante. Amen.
– Da “L’amore bugiardo” di Gillian Flynn, trad. italiana di Isabella Zani per Rizzoli

Da qui, la totale incapacità di Amy nel conoscere e accettare la propria vera identità, l’odio verso se stessa (Amy si fa del male, costantemente, anche dal punto di vista fisico) e il disprezzo verso tutti gli altri esseri umani. Ma – e qui sta la forza della creazione cine-letteraria di Gillian Flynn – Amy non è affatto, o comunque non solo, una vittima dell’educazione «passivo-aggressiva» dei propri genitori. Amy è davvero Amazing. Lo è nell’intelligenza, nell’acume spietato attraverso il quale legge la realtà, nel coraggio (sì, è coraggio, anche se tragicamente male indirizzato) con cui conduce il proprio piano manipolatorio.

Nel passaggio dalle pagine al grande schermo, anche l’alter ego letterario di Amy doveva prendere una forma visiva. Ci ha pensato l’illustratore Kirk Van Wormer, che porta l’ironia implicita nell’intuizione di Gillian Flynn – anche sceneggiatrice del film – a un livello successivo, giocando con lo scollamento tra le azioni di Amy e il modo in cui lei stessa le reinventa nella propria testa per ingannare gli altri — in fondo all’intervista trovate una copertina extra pubblicata da HitFix.com per l’ipotetico “Amazing Amy Makes a Mess” (“La Mitica Amy combina un pasticcio”, SUPER-SPOILER, ultimo avvertimento), naturalmente non utilizzata nel film, che sfiora la parodia.

Il lavoro di Wormer è stato così apprezzato che nell’edizione Blu-ray per gli Stati Uniti la 20th Century Fox includerà anche un libretto di 38 pagine con le avventure di Amazing Amy (vedi immagine in alto).

A lui la parola.

Quando hai incontrato David Fincher? E come avete lavorato su Amazing Amy?

David e io ci conosciamo da parecchi anni ma, anche se lavoriamo entrambi nel mondo dello spettacolo, non mi era mai venuto in mente che avremmo potuto collaborare ad uno stesso progetto. E, dal momento che ci siamo conosciuti al di fuori dell’ambiente lavorativo, non ero neanche sicuro che avesse visto qualcuna delle mie illustrazioni, perciò sono rimasto molto sorpreso quando mi è stato chiesto di realizzare i disegni per Amazing Amy. Fortunatamente tra me e David c’è grande sintonia e ci siamo trovati subito d’accordo su ciò che avrebbe potuto funzionare, è stato un processo molto naturale.

Così, insieme, abbiamo sviluppato una serie di copertine per i libri scritti da Rand e Marybeth Elliott, i genitori di Amy: la serie copre un arco di tempo di circa vent’anni nella vita del personaggio e culmina con un cofanetto edizione speciale che include “The Big Day”, il volume nel quale Amazing Amy sposa il suo amico di sempre Able Andy (nella versione italiana Bravo Andy, ndr). Questi libri contengono un riflesso della vita vissuta dalla vera Amy ma ne rappresentano anche l’interpretazione, distorta ed egoista, dei suoi genitori: la loro creatura letteraria è una ragazzina perfetta che nessuno, come la stessa Amy osserva nel film, può sperare di raggiungere ed eguagliare.

Conoscevi già il romanzo di Gillian Flynn? E l’autrice è stata coinvolta nel tuo lavoro?

Sì, certo, conoscevo già il romanzo di Gillian quando David mi ha contattato, è tra i libri preferiti di molti miei amici, anche se io l’ho letto solo in un secondo momento. È stato emozionante per me scoprire che David ne avrebbe diretto l’adattamento e che Gillian stessa ne avrebbe curato la sceneggiatura. Sia il romanzo sia il film hanno influenzato profondamente le scelte artistiche e narrative dietro i libri di Amazing Amy. Se infatti all’apparenza si presentano come dei solidi libri per bambini, portatori di una morale positiva, basta grattare un po’ la superficie per notare come essi mostrino anche l’ossessione dei genitori di Amy nei confronti della perfezione percepita. Oltre che le caratteristiche della stessa Amy, in particolare quella forma di controllo totale e spietato che la contraddistingue.

Gillian ha seguito me e David da vicino, dandoci indicazioni preziose. Abbiamo lavorato per settimane solo per definire il personaggio e lo stile grafico. E credo che tutto questo si noti. Per me era fondamentale che il mio lavoro rispondesse tanto alla visione di David quanto a quella di Gillian. Il mio obiettivo era aggiungere qualcosa a quel mondo così intricato che stava prendendo vita nelle loro mani.

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Amazing Amy Meets Her Match & Amazing Amy and the Big Day | Fonte: iTunes

Gillian e io abbiamo sviluppato idee per circa venti copertine di libri, ma alla fine ci siamo concentrati su quelle in grado di suggerire le caratteristiche di Amazing Amy e, di riflesso, della vera Amy. Sottigliezze, come i titoli “Tattle Tale” (“Fa la spia”, ndr) o “Learns Her Lesson” (“Impara la Lezione”, ndr). Abbiamo dedicato molta attenzione a far sì che ogni libro nominato nel romanzo di Gillian venisse rappresentato nel film, siamo tutti dei gran pignoli per quanto riguarda questi dettagli di coerenza interna.

Da un punto di vista prettamente stilistico, era importante che Amazing Amy subisse un’evoluzione grafica e cromatica nel corso del lungo periodo durante il quale i libri sono stati ‘pubblicati’. Così le prime copertine riflettono una certa nostalgia per gli anni 50-60, per i classici Golden Books, mentre lo stile di quelle recenti è più pulito e pop, sempre tenendo presente che è stato uno stesso ‘artista’ a ritrarre Amy nell’arco di vent’anni.

Quali sono state le tue fonti di ispirazione?

I libri di Amazing Amy guardano ad un’epoca in cui tutte le ragazzine crescevano leggendo Judy Blume e Beverly Cleary. David e io amiamo poi le opere di Shel Silverstein, e le serie “Eloise” di Kay Thompson e “Madeline” di Ludwig Bemelmans. Ma lavorando sul nostro progetto siamo arrivati ad uno stile più pulito, essenziale e raffinato. Concettualmente, credo che questo rifletta la scelta che i due ‘autori’ avrebbero compiuto al momento di ingaggiare un illustratore. David è molto coinvolto in tutto ciò che riguarda il design e il concept grafico-visivo dei suoi film, e sa creare davvero un ambiente ideale nel quale lavorare. Ripone piena fiducia nei suoi collaboratori e ciò ti porta a desiderare di dare sempre il meglio. Vuoi davvero che il tuo lavoro sia all’altezza della qualità straordinaria che contraddistingue ogni sua creazione.

La tua Amazing Amy è dolce e carina ma anche un po’ creepy, inquietante, e questo la rende perfetta come alter ego ironico della vera Amy.

Come illustratore ho una lunga esperienza nel campo dell’horror e dell’azione (vedi il suo portfolio, ndr), e sono da sempre un grande fan del lavoro di David. Così quando sono stato chiamato a realizzare delle illustrazioni per un film di David Fincher, ho pensato «Dovrò disegnare roba inquietante e spaventosa!». Mai avrei immaginato che la mia collaborazione con Fincher mi avrebbe portato a lavorare su dei dolci libri per bambini! Ma, e questo vale per chiunque abbia la fortuna di lavorare con David, lui vede qualcosa in te e ti spinge a svilupparla e portarla a compimento. Penso che Amazing Amy rappresenti uno dei miei migliori lavori.

Dici che è un po’ creepy? Eh sì. Ciò che appare carino può essere persino più inquietante dell’horror vero e proprio. Almeno l’horror è onesto. Mentre ciò che è sdolcinato («twee and sweet», dice Kirk, ndr) è ingannevole e spesso nasconde qualcosa di oscuro. O almeno questo è stato il mio approccio. Volevo che Amy fosse perfetta, così perfetta che in un altro contesto questi libri ti sembrerebbero adorabili, ma se li guardi con gli occhi di Fincher ti accorgi che c’è sotto qualcosa. È un approccio insidioso.

Cosa dobbiamo aspettarci da “Tattle Tale”, il libretto che sarà allegato all’edizione Blu-ray di prossima uscita negli Stati Uniti?

Il mondo che ruota intorno ad Amazing Amy sta crescendo e la cosa mi rende molto felice. Quando il film è uscito nelle sale (negli Stati Uniti all’inizio di ottobre, ndr) la 20th Century Fox e iBooks mi hanno chiesto di disegnare, in aggiunta alle copertine realizzate per il film, alcune pagine interne, come se si trattasse di un vero libro del quale si può scaricare un’anteprima. Abbiamo preparato le pagine per tre libri, ognuno dei quali porta con sé un accenno di racconto. È andata così bene che quando alla Fox stavano cercando qualcosa di speciale da allegare al Blu-ray, ci hanno chiesto di creare un intero libro di Amazing Amy! Per me è un sogno che si avvera.

Così ecco “Tattle Tale”, che comprende la “storia della tartaruga” di cui parla Gillian nel romanzo (una vicenda che coinvolge Amy e alcuni compagni di scuola, ndr) ma anche qualche idea nuova che credo mostri molto bene le due facce di Amy. E ci consente anche di dare uno sguardo al modo in cui Rand e Marybeth intendono l’essere genitori. Anche in questo caso, la vicinanza costante di David e Gillian è stata preziosissima. Il libretto è lungo 38 pagine e il design è di Neil Kellerhouse, che ha creato anche le stupende locandine di “Gone Girl”, “Millennium”, “The Social Network” e tanti altri film. E anche questo è un onore per me, Neil è uno dei miglior designer che ci siano in circolazione. Insomma, “Tattle Tale” sarà qualcosa di speciale. E poi chissà? Magari metteremo su un’intera produzione di nuovi libri per bambini con Gillian e David!

Amazing Amy Makes a Mess | Fonte: hitfix.com

Amazing Amy Makes a Mess | Fonte: hitfix.com

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