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Interpretazione da oscar dello spirito A.O.R.

Dopo il successo registrato dall’uscita “Allen–Lande”, il secondo esperimento di quest’anno della Frontiers volto a sposare famose ugole, si chiama “Ambition”. A spartire un pentagramma di musicalità ed impatto questa volta si alternano Thom Griffin (Trillion), una delle voci storiche più esemplari e di spicco dell’A.O.R., il talentuoso Joe Vana (Mecca) e Jean-Michel Byron (Toto) che duetta con Griffin in “Too Much” e “Hypocrites” e diventa solista in “Hunger”. La miscela di voci si dimostra un espediente ultraefficace per ridare vigore al rock melodico anni ’80. Già sperimentato in casa Journey, e sulla scia degli stessi Toto, l’impasto dà i suoi buoni frutti, merito anche dell’esperta e calda voce di Griffin. I maestri vocalist sono accompagnati da altrettanto valenti musicisti (basti, uno per tutti, Brian LeBlanc, dei Blanc Faces).
Il suono e le tonalità sono di influenza prettamente statunitense, la produzione esalta il lavoro finale ed il songwriting è, tranne qualche raro calo, di alta ispirazione. Refrains accattivanti e cori ruffiani rendono le dodici tracce amabili anche per i meno avvezzi all’hard rock. A volte, la linea melodica del ritornello viene esasperata in logorroici loop; ma si tratta di un album la cui principale velleità è proprio questa: imporre una solida struttura musicale a delle note spesso affettate.

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