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AMELIE: tra le righe del nuovo singolo “Messaggi” [INTERVISTA]

Da qualche giorno in rete il nuovo singolo della cantautrice milanese AMELIE: si intitola “Messaggi” e si arricchisce di un bel video realizzato dalla TOFUFILMS. In una doppia esposizione la sagoma della bella Amelie fa da cornice a scenari mozzafiato e, con questi, veicola i suoi “Messaggi” verso Angeli, metaforiche o reali figure che raccontano scenari di se troppo intimi e duri da affrontare con leggerezza. Un brano intenso che restituisce respiro e vita ad un album “Il Profumo di un’Era” incoronato come uno dei dieci titoli del 2015 per la rassegna Targhe D’Autore. E poi tantissimi altri riconoscimenti, dal Premio Lunezia al Premio D’Aponte e così via. Ho rovesciato tutte le trame di questo brano ed ecco qualche spunto di riflessione interessante…

“MESSAGGI” inneggia all’intimità per tutto il brano fino ad aprirsi in orchestrazioni sul finale. Messaggi inviati agli Angeli…sembri riferirti all’amore oppure a tanto altro? Chi o cosa vorresti che ti trovasse prima che sia tu a cercarlo?
“Messaggi” è una sorta di preghiera, riflessione, confessione. Mi rivolgo a qualcosa di più grande a cui chiediamo protezione, verità. Potrebbe essere tranquillamente anche una parte di noi stessi che sentiamo di avere e che stiamo cercando. Sarebbe bello avere tutte le risposte sull’esistenza prima di porsi/porre domande. Ma infondo il bello dell’essenza umana credo sia proprio la continua ricerca del proprio significato. Durante questa fase è obbligatoria l’angoscia, la necessità di rassicurazione. Vorrei citare una frase di Kierkegaard che forse spiega molto bene il tutto: “Nessuno al mondo è in grado di dirti perché esisti, ma visto che sei qui, lavora per dare un senso alla tua esistenza”. Una cosa che forse potrebbe dare senso a tutto è proprio il concetto globale di “Amore”: amore per gli altri, per la natura, per sé stessi, per ciò che è diverso…

Mi incuriosisce quando nel testo canti: “La stella del mattino ha un cuore blu”…cosa vuoi rappresentare con quest’immagine? Come mai proprio di colore blu?
Il colore blu in genere rappresenta la calma, la tranquillità, l’equilibrio interiore. Infatti la stella blu è “la stella del mattino”, quella che compare quando tutto rinasce all’alba e quando la “luna ha lasciato il sole alle sue verità”. É una sorta di augurio nell’affrontare il “nuovo” in modo sereno, con la consapevolezza di essere stati in grado di aver superato “la notte”.

Quando canti “Ho creduto a molti miracoli”…d’istinto ci viene da pensare a qualcosa che sia legata ad una qualche radice religiosa. Invece?
Diciamo che c’è un significato più spirituale/esistenziale. Ciò che è spirituale non è necessariamente religioso. Molte cose possono essere considerate “Miracolo”: la nascita di un figlio, un sorriso sul volto di una persona triste, lo sbocciare di un fiore su un terreno aridissimo, l’abbraccio di chi non hai visto per anni, la pace, la sconfitta di una malattia. La vita stessa è un miracolo.

Nella doppia esposizione spesso ci sono scenari di montagna, spesso sono invernali piuttosto che coste con mare mosso. Anche qui esiste un legame tra queste precise immagini e il significato che vuoi lanciare? Oppure sono semplici scelte di gusto?
Sono scelte legate soprattutto al significato. Sento molto forte (pur essendo una cittadina) il legame con la natura. La natura ha tantissime somiglianze con i nostri stati interiori (come messo in risalto spesso nell’arte figurativa del romanticismo tedesco, e non solo questo): le stagioni per esempio, possono essere metafore di stati d’animo molto precisi. Quando hai uno scossone emotivo interiore, “viaggi” tra paesaggi di montagne innevate e paesaggi di mari mossi, passando per immagini notturne che man mano “fanno pace” con quelle diurne convivendo sul finale in uno spazio indefinito.COPERTINA MESSAGGI

E restando su questo tema, proprio sul finale diversamente da come accade nel resto del video: assieme due figure di Amelie. Sono due facce di te che stanno dialogando? E al loro interno ci mostri un campo in fiore, montagne innevate, sere stellate…il bosco…esiste quindi un legame che tiene assieme tutto?
Esattamente. Hai centrato completamente! La prima parte del video è molto intima e semplice:  ci sono io che “prego”/canto in uno spazio non definito. Su sfondo bianco (dove abbiamo voluto quasi rappresentare il mio lato più naturale, intimo), e su sfondo nero (che rappresenta il mio lato interiore più tormentato, più scuro). Man mano che l’arrangiamento e l’orchestrazione cresce, ecco arrivare, con la doppia esposizione, le risposte ai miei messaggi. Risposte interiori dove la Natura, come dicevo, può avere un senso metaforico molto forte. Infine, tutti i lati, anche quelli contradditori (montagne innevate e in fiore; giorno e notte…) trovano il modo di convivere. Diciamo che i miei due lati messi in luce nella prima parte del video si fondono e diventano “due visioni” , “due modi” di essere.

Ultima curiosità: sul finale orchestrale è forte il richiamo del famoso tema di Andrea Guerra “La Finestra di Fronte”. Che poi le tue sagome sono delle finestre su scenari meravigliosi. E da una finestra possiamo guardare il cielo ed “Inviare Messaggi agli Angeli”. Sono connessioni mie personali oppure in produzione hai in qualche modo sottolineato tutto questo anche con gli arrangiamenti?
Uhhh adoro “La finestra di fronte”! Ti ringrazio molto perché quando dici che le mie sagome sono quasi “finestre” su scenari (interiori), hai colto esattamente il senso. In realtà non ci siamo ispirati ad Andrea Guerra, anche se ho amato molto il suo lavoro. Probabilmente il richiamo è forte perché, come in quell’arrangiamento, abbiamo utilizzato un movimento di archi che sul finale segue una scala minore discendente. Sicuramente abbiamo voluto creare una tensione ed un crescendo orchestrale che andasse di pari passo con il messaggio e il senso del brano.

 

di Angelo Rattenni

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