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Amenità varie dal mondo di Internet

C’era una volta, un contadino che la notte andava a spostare i pali di recinzione oltre il confine del vicino e, così facendo, poco alla volta si impossessava di terre non sue.
Sino a pochi lustri fa, queste erano le uniche cause presentate sui banchi dei nostri giudici.
Ora tutto sta cambiando: l’economia, la tecnica, le teste.
Così, c’è da divertirsi nel leggere alcune recenti notizie relative alle implicazioni tra legge e internet.

Come quella delle Google-Car. Si tratta di autoveicoli che vanno in giro per il mondo, a fotografare le strade, poi visibili su”Street View“, la nota applicazione del motore di ricerca “Google Maps“.
Capitava che, proprio mentre i delegati di Mountain View facevano le foto, qualcuno in quel momento stendeva i panni, qualcun’altra faceva uscire dalla finestra l’idraulico, qualcuno ancora stava rapinando una banca. Peraltro, Google stesso ha ammesso, per la prima volta, che le sue vetture utilizzate per raccogliere immagini, hanno “accidentalmente” captato (e registrato) password e dati provenienti da reti wireless non protette.
Lesione della privacy, grida il Garante!
Così da oggi in Italia – e questa volta siamo i primi in Europa ad adottare una simile misura – le “Google cars” dovranno essere facilmente individuabili attraverso cartelli o adesivi ben visibili, che indichino in modo inequivoco che si stanno acquisendo immagini per il servizio “Street View”.
Inoltre, la società californiana dovrà pubblicare sul proprio sito, tre giorni prima che inizino le riprese, le località visitate dalle sue vetture. Per le grandi città sarà necessario indicare anche gli specifici quartieri. Analogo avviso dovrà essere pubblicato da Google sulle pagine di cronaca locale di almeno due quotidiani e diffuso per mezzo di un’emittente radiofonica locale per ogni regione visitata.

Chi chatta o scrive su Facebook viola l’obbligo degli arresti domiciliari. Così ha deciso la Cassazione nel revocare i benefici della detenzione domiciliare nei confronti di un condannato che aveva trascorso qualche ora sul famoso portale blu.
La norma, spiega la Corte, va intesa come “divieto non solo di parlare con persone non della famiglia e non conviventi, ma anche di entrare in contatto con altri soggetti“, ivi comprese “anche le comunicazioni, sia vocali che scritte, attraverso Internet”. Questo ovviamente non significa un veto completo all’uso di internet, ma solo alle chat, social network o qualsiasi altro sistema per entrare in contatto con altre persone.

Quanto agli ebook, il cui mercato è ormai in fase di espansione grazie ai neonati iPad, è in corso la battaglia per ottenere un abbassamento dell’IVA dal 20% al 4%, così come già è per i volumi cartacei.
Le differenze tra i due sistemi di lettura (quello classico e quello elettronico) non giustifica la differenziazione del trattamento fiscale. Così facendo, si finisce per confondere il mezzo con il messaggio. Mantenere l’IVA al 20%, inoltre, danneggerebbe il nuovo mercato proprio quando [secondo le dichiarazioni di Cristina Mussinelli, dell'Aie] sta per immettere sul mercato circa 7.500-8.000 titoli fra novità e catalogo.

Su tutto questo, dominano le bizzarre e sempre fantasiose iniziative del partito pirata svedese. Qualche tempo fa, i suoi membri, per liberare il file sharing dall’obbligo di appoggiarsi su hosting esterni costantemente soggetti alle minacce legali dell’industria dei contenuti, avevano tentato di costituire Sealand, una piattaforma-stato off-shore fuori dalle acque continentali che avrebbe dovuto ospitare i server P2P.
Ora invece si fa spazio l’alternativa di un apparato satellitare in orbita intorno al pianeta terra.
P2P sulla luna dunque? Decisamente più costoso che comprare un cd in originale…

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