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Amore e bestemmie

Sono i violini e le fisarmoniche delle Les Cardamomò ad aprire il concerto di presentazione de “L’Ammazzasette”, disco d’esordio de Il Muro del Canto presentato in anteprima all’Init, locale la cui direzione artistica è affidata a Giampaolo Felici, frontman anche lui di un gruppo – gli Ardecore – che riprende la tradizione musicale romana.

Ad aprire il concerto la voce di Alessandro Pieravanti, narratore e percussionista del gruppo, che introduce alla visione murocantesca dei tempi moderni prima di iniziare, esattamente come fa il disco, con “Intro”, cui segue la title track, “L’Ammazzasette”, il tutto accompagnato dalla tromba di Ivan Radicioni dei Pink Puppets.

A pezzi tratti dal disco, tra cui “Chi Mistica Mastica”, “La Spina” e “Luce Mia”, si alternano omaggi a grandi personaggi della musica italiana, come “Le Mantellate” cantata in passato da Ornella Vanoni, e “M’Hai Messo Le Catene” di Gabriella Ferri, alle quali si aggiungono una versione in romano di “Malarazza”, canzone di Modugno tratta da una poesia in siciliano dell’Ottocento e “Canzone Arrabbiata” dal “Film D’Amore E D’Anarchia” del 1973.

Gli ospiti si susseguono sul palco numerosi come nel disco: dal violino di Michele Di Maio degli Underdog su”Le Mantellate”, a quello di Andrea Ruggiero di Operaja Criminale per “L’Orto Delle Stelle” e “La Spina” a Les Cardamomò che accompagnano Alessandro Pieravanti in “So’ Morto Pe’ Sbajo”. Presente anche Davide Lipari dei The Cyborgs che partecipa con la sua chitarra elettrica a “Quanto Sete Brutti” portando sul palco una ventata di blues.

Il gruppo ha alle spalle già due anni di concerti e si vede: il pubblico canta a squarciagola la maggior parte delle canzoni e la band gestisce le circa due ore di concerto col giusto mix di passione e professionalità senza farsi sfiorare dal panico o dal nervosismo quando, nei primi 10 minuti, hanno problemi con la chitarra acustica. L’atmosfera creata dalle luci e i vestiti scelti ad hoc contribuiscono a trasportare i presenti nella Roma degli anni ’60-’70 evocata dalle canzoni.

Un concerto che dimostra che la vecchia gavetta non ha perso la sua utilità così come il dialetto romano può essere usato non solo per il cabaret.

Impossibile ricordare tutta la scaletta! Eccone una parziale:

Intro
L’Ammazzasette
Chi Mistica Mastica
Le Mantellate
Ridi Pajaccio
Parla Co’ Me
Ridi Pajaccio
L’Orto Delle Stelle
La Spina
La Terra È Bassa
So’ Morto Pe’ Sbajo
Addio
Serpe ‘n Seno
San Lorenzo
Quanto Sete Brutti
Cristo De Legno
M’Hai Messo Le Catene
Bevi Bevi Compagno
Canzone Arrabbiata
500
Luce Mia

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