Home > Recensioni > Amycanbe: Mountain Whales
  • Amycanbe: Mountain Whales

    Amycanbe

    Loudvision:
    Lettori:

Accarezzare le balene

L’Emilia Romagna ha fatto maturare nel suo grembo artisti che si distinguono per vocazione, sound e testi come Bob Corn e Comaneci, realtà affermate già da anni. Un gruppo di cinque ragazzi è destinato a continuare la fortunata tradizione.

Ascoltare gli Amycanbe è un piacere per l’udito; il cantato in inglese di Francesca Amati accoglie con devozione elettronica e melodie mutuate dallo slowcore; i testi mai banali rivelano un’abilità compositiva non comune tra i gruppi recenti.

Il nuovo lavoro, “Mountain Whales”, segue di pochi mesi “The Word Is Round”, EP prodotto in Inghilterra e ispirato dagli scritti di Gertrude Stein.

Gli Amycanbe sono alternativi in quanto capaci di emozionare con arrangiamenti minimali. La balena del titolo dell’album naviga in un oceano di fascinazione sonora. “Buffalos” incide con delicatezza, “Wake Me Up” rimane impressa per il proficuo dialogo tra chitarra elettrica e acustica. “Please”, che ricorda l’ultima Sara Lov, è il gioiello di un disco che consacra gli Amycanbe come gruppo alternativo italiano più interessante insieme ai Verily So.

Pro

Contro

Scroll To Top