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An Evening With E

Il tour si chiama An Evening With Eels, ma sarebbe stato più sincero An Evening With E.
Nel lungo percorso che ha portato il compiaciutamente luttuoso Mark Oliver Everett allo status di one man band – non credete alle biografie ufficiali, all’uscita del primo album erano un gruppo con tutti i crismi – ci sono litigi inconciliabili con i passati membri della band (il più duraturo è l’ex batterista, Butch), collaborazioni raramente continuate con il gotha dell’alt-rock americano (i Dust Brothers, Peter Buck, Jon Brion, John Parish) e tanti dischi, ultimo il recentissimo “Useless Trinkets”, doppio cd e dvd pieni di b-sides, remix ed inediti già noti ai fan ma poco eseguiti dal vivo, imperdibili per chi non li conoscesse.
L’occasione è quindi propizia per ascoltare dal vivo alcune di queste piccole perle tenute seminascoste per anni, ed E non si lesina; il problema però è la forma. Everett inizia il concerto solo, e l’unica compagnia sarà quella del chitarrista/polistrumentista “Chet”, ultimo collaboratore fisso, che con lui si alterna su tutti gli strumenti sul palco. Se alcune canzoni guadagnano in intimità (le spettralissime “I’m Going To Stop…” e “Elizabeth On The Bathroom Floor”) e di altre sorprende la riuscita, altre ancora sembrano un po’ troppo vuote (“Dog’s Life”, su disco tutto un fiorire di arpeggi) o in continuo e disatteso procinto di decollare (“Souljacker p. I”, “Somebody Loves You”, “Last Stop: This Town”). Per non parlare del leziosissimo ed evitabilissimo doppio cambio piano/batteria tra i due su Flyswatter o della cover dei Led Zeppelin (cielo) cantata da Chet. Più gradevoli le altre cover (entrambe già sentite, Dylan e Presley) e gli intermezzi: Chet che legge estratti del libro autobiografico di E, stralunate finte lettere dei fan, conversazioni surreali di E con una voce divina fuori campo che lo chiama “Mark Oscar”, prima del concerto la proiezione integrale del documentario della BBC dedicato al padre (il pubblico milanese, che tre anni fa si sorbì mezz’ora buona di cartone animato in russo, dovrebbe già essere avvezzo al peculiare senso dell’umorismo di E).
Bello? Massì. Ma si spera sempre che improvvisamente E rinsavisca del tutto, recuperi la migliore vena creativa, e, opinatamente, torni a suonare con più di una persona per volta (magari qualcuno di quelli di prima).

Grace Kelly Blues
Ugly Love
review and fanmail readings
Strawberry Blonde
Dirty Girl
Fucker
Souljacker Pt.I
Elizabeth On The Bathroom Floor
Flower
My Beloved Monster
I Like Birds
book reading
Jeannie’s Diary
In The Yard, Behind The Church
book reading
Last Stop: This Town
I Want To Protect You
I’m Going To Stop Pretending That I Didn’t Break Your Heart
Flyswatter
Bus Stop Boxer
Novocaine For The Soul
Good Times, Bad Times [Led Zeppelin] Somebody Loves You
Souljacker Pt.II
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Girl From The North Country [Bob Dylan] I Can’t Help Falling In Love With You [Elvis Presley] ————————————-
P.S. You Rock My World

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