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Gli Anarbor sono un quartetto formatosi a Phoenix, AZ agli inizi del 2003. La loro formula, un rock-pop-punk mescolato a Forti Radici Cristiane, ricorda spesso – quanto a orecchiabilità e prepotenza delle linee di chitarra – gli un tempo compagni di palco Fall Out Boy.

I testi sono in equilibrio su una bilancia che da una parte presenta il moralismo venato di ironia e dall’altra storie di vita vissuta e critica al consumismo. Il lato musicale, al contrario, è più illuminato: tutto già sentito, mi raccomando, ma i riff sono puliti e vari, la produzione di Mike Green è solida, le melodie sono subito riconoscibili.

Insomma, gli Anarbor non fanno nulla di completamente nuovo, né fanno qualcosa che non somigli anche ad altro. Hanno dalla loro, però, la capacità di scrivere ritornelli che si imprimono nella testa dell’ascoltatore. Non che questa sia una qualità IN ASSOLUTO – per il genere di riferimento, però, è un valore importantissimo. In questo senso, si meritano una sufficienza piena.

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Contro

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