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  • Anathema: Falling Deeper

    Anathema

    Data di uscita: 12-09-2011

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Eufonia e perfezione

Annunciato come conclusione del percorso iniziato con “Hindsight”, “Falling Deeper” eccelle in sontuosità ed eleganza sul suo predecessore, e se ne distanzia per l’operazione di estrazione melodica dai brani della prima era. Basta l’apertura di “Crestfallen” per capire: i temi impressi nella memoria ritornano come eco lontane di una grazia rimasta immutata nel tempo.

“Kingdom” e “The Sunset Of Age” rivivono nuova giovinezza nella maestosità sinfonica, serbando immutato il fascino eterno delle tormentate melodie. Le muliebri “Everwake”, “J’ai Fait Une Promesse” e “Alone” emergono, dalla schiuma dei flutti, fedeli al loro primo fascino, delicato ed intimo. “They Die” e “We, The Gods” sono monumenti sinfonici che ricordano sotto un sole glorioso il sapore delle prime imprese storiche degli Anathema.

La sensazione di grandeur è imponente appena si viene investiti dall’onda intensa degli strumenti e dalla portata colossale delle melodie. Gli Anathema riescono a dimostrare che la loro composizione è sempre stata fedele ad un cuore che nel tempo ha solo cambiato le soluzioni estetiche e le capacità.

Ci riescono particolarmente laddove coinvolgono le due performer d’eccezione Anneke e Lee, mentre sul resto del disco si procede per elisione, reticenza, ed evocazione. Ma il lavoro della London Session Orchestra, la produzione di Dave Stewart ai Liverpool Parr Street Studios, il suono di quel pianoforte Yamaha usato anche da Chris Martin è tutta qualità messa al servizio di una preziosità che si assapora ad ogni minuto di ascolto.

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