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Anatomia del reale

Il miglior momento in cui chiamare l’assistenza clienti è quello in cui si aspetta che lo smalto si asciughi, fate il numero, selezionate i servizi che vi interessano, parte la musichetta d’attesa e prima che il vostro sguardo si fissi sulla mosca morta all’angolo della finestra: Epifania!
Sono così gli spettacoli di Ricci&Forte, una sorta di shock che scuote la mente al momento, che la fa piangere e vergognare per poi obbligarla ad una sorta di amnesia selettiva. L’imperativo è: metabolizzare a posteriori.

Lo sguardo si alza, riflessi nello spazio noi: quelli che alle 21.05 sulla Rai c’è “Ghost Whisperer”, quelli che senza Fb da aggiornare si sentono soli, quelli che “Che mondo sarebbe senza Nutella”, quelli che vivono solo in questa generazione fatta di sigle tv e spazi pubblicitari, che misurano le proprie amicizie in base ai post sui blog, quelli che… sono totalmente persi nel fastfood della propria esistenza.
Ingurgitare ogni cosa pur di essere ok, piangere, ridere, solo codici da immettere al momento per parlare con l’operatore; realtà scovate e spogliate di quel finto pudore che tutti noi ci portiamo dentro: in “Macadamia Nut Brittle” è così.

Tutti seduti a stringere i braccioli, cercando di non tradire l’emozione del sentirsi nudi, davanti al dolore di un amore spezzato, soli davanti al video della propria solitudine senza poter volgere lo sguardo, tra sé e sé, e piangere al ricordo di una madre capace di riconoscere a vista le proprie impronte.
Uomini su di un palco a mimare la quotidianità dell’esistenza, innamorati dei loro idoli 2D, tanto da usarne le spoglie a mò di maschera, giusto per non riconoscersi davanti allo specchio e salvarsi da se stessi.

Descrivere gli spettacoli di Ricci&Forte dal punto di vista dell’azione è fin troppo facile, visto che tutti sono bravi a scrivere due righe di plot e affibiarli tre stelle su cinque, più complesso diviene invece penetrare i personaggi, le luci e gli ambienti per rendersi conto che sul palco non ci sono attori ma vite.
Tutto è spontaneamente studiato, non esistono maschere o trucchi, al limite v’è solo un palco a separare gli attori dal pubblico: i costumi diventano abiti per dar spazio alla realtà, realtà tanto grottesca quanto tangibile nello specchio dei giorni.

Ed ancora i testi diventano dialoghi, comuni, struggenti, moderni ed usati, i gesti sono semplici azioni, resi ameni soltanto dalle luci in grado di dare vita e passione alle ombre.

La fusione del teatro con gli umori del pubblico è rintraccibile in “Pinter’s Anatomy“, esperienza unica, intima, tanto da prendere le viscere e disporle a mo’ di addobbi natalizi sull’albero.
Un ingresso, due stanze davanti agli occhi, tre spettatori e quattro attori.
Gesti, domande e risposte di chi ha bisogno di studiarti un momento per capire tutto di te, attivando, grazie a smorfie e sorrisi plastici, un transfert emotivo che verrà usato per sconvolgere e trascinarti nella prigione di cui ognuno ha bisogno: vomitare la propria essenza su altri per poter piangere senza pesi prima di sbarrare gli occhi davanti alla fine… alla propria fine.

Questa voglia di melodramma domestico si trasforma anche in visione trasversale, proiettandosi nella rivisitazione 3X2 dell’Eneide con “Troia’s Discount“, dove persino personaggi mitologici nascondono l’infezione delle persone normali, delle persone che si svegliano ogni giorno patendo il proprio fallimento.
Vite fatte di borghi e antichi diademi, di flebo e figli ingrati che più che un dono di vita ed immortalità si fanno spettacolo del fallimento di una donna spogliata della sua sessualità, della sua identità di madre e travestita da tormento, dolore davanti ad un esistenza consumata e divorata dalla disperazione di chi è vivo in un ruolo non voluto.

Spettacoli, intrattenimenti, lacrime, denti in vista e risate rumorose…noi, loro…
Specchi, tanti ruoli vestiti di anonimato che prendono vita quando i proiettori li rendono luminosi, si tratta di Ricci&Forte, menti creative di successo, che sconvolgono l’Italia con opere oramai classiche all’interno del contesto culturale mondiale, vogliamo dire europeo?
Ma che al contempo ammaliano gli stranieri grazie al filo conduttore che sintonizza tutti sulla propria esistenza…

Pronto sono Clotilde il mio codice è 2390887 In cosa posso esserle Utile?

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