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Anche i PC devono pagare

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Apprendo dal sempre preciso sito dell’ADUC che la RAI starebbe sollecitando le aziende e i professionisti a pagare il canone anche per i “computer collegati in rete (digital signage e similari)”: ciò sulla scorta del fatto che la legge del 1938 che ha istituito questa tassa ne impone genericamente il pagamento ai possessori di “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”. Secondo poi l’interpretazione estensiva che ne ha dato, nel 1988, una sentenza della Corte Costituzionale, il canone è dovuto anche se l’apparecchio è “potenzialmente” adatto alla ricezione. Il che significa che, per il solo fatto di possedere un iPad, un personal computer, un cellulare, addirittura un forno a microonde, o comunque qualsiasi altro mezzo “adatto alle radioaudizioni”, a prescindere dall’uso che di esso se ne faccia, si è tenuti al pagamento del canone.

In questo senso, condividendo in pieno le motivazioni di Pietro Yates Moretti, vicepresidente della Associazione di difesa degli utenti e consumatori, il comportamento tenuto dalla televisione di Stato, oltre a preoccupare per il rispetto della “logica” giuridica, dall’altro fa sorgere un serio allarme.

L’articolo prosegue per “La Legge per Tutti” a questo indirizzo

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