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Anche l’uso dei testi va autorizzato

Rivoluzione nel mondo del Karaoke!
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 11300/2010, ha stabilito che “in assenza di autorizzazione, non è possibile utilizzare i testi di una canzone da parte di terzi, a prescindere dalla finalità o meno di profitto“.
Il ché significa che, anche se non c’è lo scopo di lucro, le parole di una canzone possono essere lette o cantate in pubblico solo col consenso di chi ne detiene i diritti (l’autore o la casa discografica).

I giudici di Piazza Cavour sono stati chiamati a decidere su una diatriba sorta nel 1997 tra un gruppo di editori (quattro etichette discografiche) e la RAI. L’emittente televisiva sarebbe stata colpevole di aver mandato in onda, all’interno dei noti programmi “Furore” e “Super Furore“, che – come ben si ricorderà – prevedevano il Karaoke di famosissime canzoni italiane. Brani come “Nel Blu Dipinto Di Blu“, “Vita Spericolata“, “Tintarella Di Luna“, ecc, possono definirsi come rientranti nel patrimonio nazionale, ma la loro diffusione richiede pur sempre la preventiva autorizzazione dall’organo preposto (la SIAE).

Notoriamente, l’utilizzazione delle composizioni musicali è disciplinata dalla legge sul diritto d’autore, in virtù della quale il compositore della musica ed il paroliere sono considerati coautori dell’opera in pari misura.

La Corte di Cassazione, però, ribaltando la decisione della Corte di Appello di Roma e spezzando una lancia a favore dei “parolieri”, ha riconosciuto la RAI colpevole di aver violato il diritto di riproduzione dei testi letterari. Tale assunto troverebbe ragione nel fatto che le parole delle canzoni sono veri e propri testi letterari e dunque fanno nascere, in capo all’autore, diritti autonomi rispetto a quelli derivanti dall’autorizzazione alla semplice riproduzione del brano.

La decisione merita di essere segnalata per le possibili conseguenze che avrà nell’ambito della tutela dei diritto d’autore. Non basterà più aver acquistato dalla SIAE i diritti di esecuzione e radiodiffusione delle canzoni, poiché questi da soli non autorizzano l’acquirente a sfruttarne anche i testi.
Trattandosi, di diritti separati, il semplice rilascio, da parte del titolare dei diritti sul brano musicale, dell’autorizzazione all’esecuzione e radiodiffusione dell’opera, non include anche quella alla riproduzione (in tutto o in parte) del solo testo letterario. Infatti, mentre nel primo caso l’autorizzazione per la canzone nel suo insieme può essere rilasciata dall’autore della musica, nel secondo caso deve essere necessariamente rilasciata dall’autore del testo.

Da oggi, dunque, tutti gli amanti del Karaoke dovranno sapere che “la proiezione del testo di una canzone su uno schermo televisivo, presupponendo la registrazione del testo stesso su un supporto, qualunque esso sia, che ne consente la diffusione televisiva, costituisce un atto di riproduzione“. Pertanto ogni diffusione non autorizzata è abusiva e, come tale, passibile di sanzione!

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