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Death to pigs

Può un disco musicalmente valido essere affossato da un solo, singolo elemento?
La risposta è “sì” se questo fattore sono niente meno che le vocals, ancor di più se sparate in bella evidenza come in questo “Death Fucking Metal”.

Facciamo un passo indietro. Gli Ancient Existence sono un amabile quartetto di Hannover con la passione del classico death metal, giunti al terzo disco in 8 anni senza troppi scossoni e con oneste quanto bellicose intenzioni.
Musicalmente non c’è nemmeno da discutere quindi. Death old style, non particolarmente brutale ma che sfodera colpi ben assestati: suono preciso e lineare, melodie messe nei punti giusti e stacchi che tradiscono le influenze più old school, con quei riffoni che ti fanno staccare la testa dal collo.
A dispetto di una cover di livello infimo i brani sono ben scritti, ritagliandosi anche alcuni momenti di eccellenza e personalità (le melodie di “Hymn For The Doomed”).
“Death From Inside” ha un inizio che inevitabilmente richiama i Bolt Thrower, epurati dal concept guerresco e da trincee fangose; il lavoro di chitarra in pezzi come “Cyclone” o “Life Fluid Addiction” si ricorda con piacere per il mix di melodie vagamente catchy e ruvida aggressività. Anche i pezzi più canonici evitano l’effetto filler avendo sempre qualcosa di buono da dire.
Sembrerebbe tutto molto bello ma… c’è sempre un “ma” che di solito non prelude a nulla di buono.

Le vocals sono terribili, nel senso peggiore del termine. Profondissime ed effettate malamente, tenute in primissimo piano e impastate nello stile dei peggiori gruppi brutal/grind, il che non sarebbe nemmeno una tragedia se:
1. il gruppo suonasse grind,
2. le vocals si adattassero anche solo un minimo al disco.

In “Death Fucking Metal” risultano totalmente indigeste, scorporate dal resto del lavoro e quel tragicomico effetto porco sgozzato è un colpo di maglio insostenibile durante l’ascolto. Quando, in alcuni sporadici episodi, si affianca uno screaming altrettanto inutile, viene il sospetto che ci sia qualcosa da rivedere seriamente per quel che concerne l’aspetto vocals.

Nel complesso quindi un disco musicalmente più che buono, vocalmente disastroso. Fate voi la media.

Pro

Contro

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