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And the soap goes on…

Black Sabbath. Uno dei nomi della sacra triade del british hard rock dei seventies.
Black Sabbath. Il nome della più frequentata palestra di musicisti hard rock ed heavy metal negli anni ’80 e ’90.
Black Sabbath. Un nome che, ahimè da quasi 20 anni, ha smesso di essere una band del presente con qualcosa da dire, ma che oramai ha deciso semplicemente di campare su gossip, aspettative e amarcord.

Questo articolo non vuole essere l’ennesimo scontato, stucchevole ed esagerato omaggio pieno di lodi al grande gruppo che scrisse pagine importanti di storia musicale dal 1970 al 1983. Piuttosto, vuole essere un tentativo di ridimensionamento di quella tanto ostentata presa in giro chiamata reunion, che, da 15 anni a questa parte, ha dimostrato di essere poco più che aria fritta.

Diciamocelo onestamente, “Forbidden” – del 1995 – è stato l’ultima scintilla di vita che è scaturita da questo storico monicker. Dopo di allora cosa è stato? Procediamo con ordine.
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Quella cara signora di Sharon Osbourne e demente cagnolino guinzagliato al seguito han fatto la loro ricomparsa nella vita dei Black Sabbath nel 1998, preceduti ovviamente da un pullman di avvocati, in pieno stilo Don Arden. Da quel momento la posa della lapide. A parte un tour, commemorato con un doppio live, è infatti l’abisso. Ozzy da allora ha fatto il bello ed il cattivo tempo senza dedicare nessuna energia alla band, ma pubblicando comunque nuovi lavori solisti. Bill Ward è entrato ed uscito in silenzio dalla formazione come ha sempre fatto e, dulcis in fundo, Tony Iommi e Geezer Butler si sono ritrovati ad essere i soli(ti) due fessi a credere nella partita.

Tutto questo movimento, peraltro, è avvenuto senza mai dichiarare ufficialmente uno scioglimento, perlomeno non da parte di Ozzy. Mossa, questa, che oltre a consentire al senile singer completa libertà di movimento, ha fatto in modo di invalidare anche gli altri musicisti. Non è infatti un caso che Iommi, Butler e Ward, stufi di aspettare che Ozzy smettesse di rendersi ridicolo in televisione, abbiano richiamato Ronnie James Dio per sgranchirsi le dita e ricominciare a suonare. Viene scelto il nome Heaven And Hell, a rimarcare il fatto che Black Sabbath è oramai un marchio appartenente anche all’impero Osbourne-Arden, e Ward lascia nuovamente il posto a Vinnie Appice.

Al CD di debutto “The Devil You Know” e relativo tour di supporto non c’è ovviamente stato seguito a causa della morte di Ronnie James Dio. E tale tragico evento ha spianato, come è naturale, la strada ad infinite speculazioni su ritorni in attività e relative smentite della line-up originale, atte soprattutto a creare una suspence mediatica ed una corrispettiva trattativa economica.
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Solo a novembre del 2011 l’annuncio del ritorno viene ufficializzato, con tanto di piani per un nuovo lavoro in studio ed un tour estivo, rassegne stampa, sorrisi e strette di mano. Purtroppo gli animi vengono subito placati dalla preoccupante notizia che a Tony Iommi è stato diagnosticato un cancro ed anche le date del tour sono state pertanto annullate, tra la delusione e la preoccupazione dei fan. Nel mezzo di questo ennesimo turbine, Bill Ward si è recentemente chiamato nuovamente fuori dalla band, citando anomalie ed inadeguatezze contrattuali e ponendo di fatto fine al concetto intero di reunion, checché se ne dica.

Il palliativo offerto da promoter non in vena di rimborsi e oppressi da contratti vincolanti per chi ha sborsato cifre per seguire il tour estivo 2012 consta di un tour denominato “Ozzy And Friends”. In tale tour il cantante verrà affiancato da Geezer Butler al basso e pare, nuovamente, da Zakk Wylde alla chitarra, oltre ad un certo numero di ospiti a sorpresa.

Ora, facendo i migliori e più sentiti auguri a Tony Iommi per una totale e veloce guarigione, possiamo facilmente tirare le somme.

Bill Ward è andato e tutta la situazione è semplicemente riducibile ad un carrozzone legale e monetario senza più alcuna libertà creativa. Tony Iommi sembra versare in condizioni più serie di quanto inizialmente comunicato. Del nuovo CD in lavorazione si hanno solamente frammentarie notizie diffuse a pizzichi e, cosa più importante di tutte, non ci sono garanzie che suddetto lavoro veda mai la luce.

Senza voler essere brutali, vogliamo davvero ancora farci prendere in giro da una band che si trascina e non offre più nulla di nuovo dal 1995 solo alla luce di una manciata di favolosi e fondamentali album pubblicati 4 decenni fa?

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