Home > Recensioni > …And You Will Know Us By The Trail Of Dead: The Century Of Self

Catalogare sotto: “Ritorno in grande stile”

Dimenticate “So Divided”, i suoi eccessivi barocchismi e la sensazione di incompiuto che lasciava, nonostante qualche picco notevole. “The Century Of Self” è il vero seguito di “Worlds Apart”, il disco dei Trail Of Dead che sarebbe dovuto uscire dopo quel gioiellino pop che aveva conquistato il pubblico indie come quello più virato verso il prog e l’art rock.

Che le cose siano tornate sui giusti binari si intuisce già dai primi momenti di “Far Pavillions”: il gusto per gli arrangiamenti eccessivi e gli orpelli non è scomparso, ma è finalmente affiancato dall’attitudine giusta, quasi lo spirito hardcore degli esordi che colpisce dal primo ascolto. I Trail Of Dead sono però una band matura, a cui piace giocare a fare i Beatles, stravolgere la struttura della forma-canzone (“Halcyon Days”) con rallentamenti, momenti dilatati e una ricchissima tavolozza di colori.

Il blocco centrale del disco, che va dalla succitata “Isis Unveiled” fino a “Insatiable One”, è difficilmente criticabile, con un’ispirazione che pesca in egual misura dall’alternative americano e dal pop inglese. Qualche leggero calo si avverte verso la fine, più che altro perché è difficile apprezzare ai primi ascolti un pezzo atipico e quasi emo come “Ascending”. Ma se non sono piccolezze poco ci manca, visto che “The Century Of Self mostra uno stato di forma e una personalità che rilanciano i Trail Of Dead tra le stelle del rock contemporaneo.

In ultima analisi, un semplice consiglio: dimenticate davvero “So Divided” e godetevi piuttosto un’ora abbondante di grande musica.

Scroll To Top