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Gruppo protetto

Gli Anderson, per preservare il proprio modo di far musica, ci tengono a non essere classificati o paragonati a qualcuno. Ma sentimentalmente ci risulta difficile non inserirli, almeno come novità, in quell’albero genealogico nato con i Joy Division e perpetuato nel tempo da Editor e Interpol.

Non parliamo di un gruppo che suona come… Anzi, “Take A Bow” mantiene un suo stile dark senza seguire le oscure canzoni anni ’80, mischiando il tutto con potenti chitarre che aiutano il risultato finale a essere al passo con i tempi.

Forse potrebbe essere una svolta o forse un buco nell’acqua, la certezza che rimane, per ora, è la capacità che questo gruppo ha nel suonare per il cuore con il cuore, anche se a volte batte forte o sanguina come fossero lacrime.

Ragazzi che giocano a fare gli adulti risollevando antiche emozioni mai ben seppelite. La grande scelta dark attira i più bisognosi, quelli che vivono e nutrono le proprie volontà con quella musica che rende vivi.
La spina dorsale degli Anderson è Lucy Piper, ragazza appena ventenne che si occupa della batteria. Come dire, linfa nuova in un sistema sempre in movimento che non risparmia nessuno.
Possiamo solo incrociare le dita e sperare che questo gruppo continui a fare quello per cui è nato. Per quello che riescono a regalare gli Anderson dovrebbero essere un gruppo protetto da qualche associazione che si occupa di preservare bella musica.

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Contro

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