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Viaggiando per città

Andrea Guzzoletti, alias Marco Polo, ci accompagna nel mondo immaginario di “Invisible Cities”: questo il titolo dell’album dell’artista lucchese.

Più che un album, si può definire un progetto, perché anche se è vero che la musica (un mix di jazz, elettronica e strumentale) è padrona dell’album, le rievocazioni sono invece molto fisiche e palpabili. 9 città/tracce che descrivono luoghi differenti passando da toni lenti e soavi a suoni più veloci e ritmici. L’album propone un dialogo tra l’uomo e ciò che lui incontra nei suoi viaggi, come in “City Of God”.

Cosi come Calvino diede tutti nomi femminili alle città del suo libro, Guzzoletti mostra il lato romantico in tutto il disco, anche nell'”ascolto”di quelle città che tanto a misura d’uomo non sono.

L’ascoltatore diventa Kublay Kan, si fa dei viaggi mentali dentro altri, quelli dell’autore, inventando un mondo fantastico che ad ogni ascolto si arricchisce di nuovi elementi.

Una novità, unire la musica alla letteratura. Progetto interessante, anche se svilupparlo in modo più disomogeneo, evidenziando un maggior numero di differenze tra città e città, lo avrebbe reso più accattivante.

Pro

Contro

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