Home > Recensioni > Andrea Salvini: Senza Paura

Il pianoforte che non trova le parole

Jazz, blues e funk all’italiana. È questo il riassunto di “Senza Paura”, esordio discografico di Andrea Salvini.

Anni trascorsi sui tasti di un pianoforte, una voce quasi rauca e l’intento di divertirsi contribuiscono ad una resa che però sfiora la sufficienza, probabilmente perché tra gli elementi manca uno sguardo al cantautorato che in terra nostrana è tanto gradito.

La title-track può spaventare ricordando un certo piano bar estivo, ma più avanti giungono in soccorso “Oscar” e “Mariposa”, i brani che portano il lavoro ad un passo dalla promozione.

Rimanendo in campo musicale tricolore potremmo affiancare Salvini a Mingardi o Cammariere. Un occhio un po’ più generoso guarderebbe lontano citando Bacharach, ma noi non scommettiamo sulla lunga vita di un disco che sembra fatto per il solo divertimento del cantante. La fruibilità dell’arte, però, richiede uno sforzo in più e non può permettersi di annebbiare la vista degli obiettivi che in “Senza Paura” sembrano mancare.

Probabilmente stiamo perdendo l’ennesima occasione di consigliare un disco italiano, ma noi agli artisti – specie ai bravi musicisti – chiediamo sempre di più. Alla prossima.

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