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  • Andrew Gorczyca: Reflections – An Act Of Glass

    Andrew Gorczyca

    Data di uscita: 03-03-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Un gioiello che rimarrà un solitario

Ai bambini in tenera età si insegna a fare il verso del cane, del gatto, della pecora. I più bravi fanno anche quello del maiale.
Ai giovani progster si insegna a fare il verso dei Rush, dei Marillion e dei Kansas. I più bravi fanno anche quello dei Genesis.
Poi alcuni crescono e lo stile si personalizza. Altri invece continuano a fare il verso del cane, del gatto e della pecora. E questo avviene in modo coerente per tutta la vita. Fino alla morte.

È solo uno scherzo del destino, dunque, che Atropo abbia tagliato il filo di Andrew Gorczyca a soli quarant’anni. Lui avrebbe continuato a fare ciò che ha sempre fatto, per altri quaranta anni. Ed in modo così genuino e puro, semplice eppure completo.

Non sono coccodrilli. Se così non fosse, non sarebbero invischiati, nel progetto di rivitalizzione delle opere di Andrew, i nomi di Adrian Belew, Nick D’Virgilio, Ryo Okumoto, Mike Keneally, Ted Leonard, Randy George, Bryan Beller.

Ma il vero regista è Chris Gorczyca, batterista e fratello del compianto chitarrista americano, che ha raccolto il frutto del genio familiare, regalandogli la produzione che avrebbe meritato tempo fa se solo la personalità introversa di Andrew non ne avesse eclissato i frutti.

Così la ProgRock Records, dopo il recente successo dei Rewiring Genesis, sfodera un nuovo modo di interpretare i classici degli anni ’80, attraverso i migliori esecutori del momento. Si dice, a riguardo, che la musica del futuro sarà solo un nuovo modo di suonare il vecchio. A questo noi non abbiamo mai creduto: ma ogni tanto i dubbi legittimamente sorgono!

Sapete di quel tizio (mitologico?) che è riuscito ad entrare nello sfondo di tutte le fotografie dei maggiori eventi pubblici?
Nick D’Virgilio sembra una personalità simile! Il suo nome è testimone di tutte le occasioni più importanti, ma la sua presenza si avverte in sordina. È solo leggendo il bootleg che ci si accorge della sua partecipazione e ad essa si ricollega inevitabilmente la qualità del prodotto. Una garanzia perenne, lontana dai bagliori del successo commerciale. Coerenza e fedeltà come un hi fi tedesco. Come l’album alla memoria di Andrew Corzyca: melodie che riportano la mente ai tempi in cui la musica tanto più era semplice, tanto più era bella.

Pro

Contro

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