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  • Andrew Paul Woodworth: Eddy Ate Dynamite

    Andrew Paul Woodworth

    Data di uscita: 11-03-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Quelli che volevano fare le popstar

Non è che ci sia nulla di male nel fare pop à la James Blunt/James Morrison/varie-ed-eventuali. In fondo, questo genere di figura va molto ultimamente, anche tra il pubblico generalista di MTV e dintorni. Quindi, perché non tentare di fare fortuna e soldi gettandosi nella mischia?

Questo deve aver pensato Andrew Paul Woodworth, californiano, ex-protetto di John Paul Jones. E noi non gliene vogliamo, ci mancherebbe altro: ognuno ha il diritto di tentare la strada che preferisce. Non ce ne vorrà neanche lui, però, se dopo tre o quattro brani di “Eddy Ate Dynamite” ci viene voglia di spegnere lo stereo e berci un bel caffè ristretto e amaro. Perché le canzoni che Woodworth scrive sono carine, cantabili, ben scritte e ben arrangiate, ma hanno la stessa consistenza di una nuvola di zucchero filato.

Ci vuole talento per saper scrivere pop leggero ed estivo, e Andrew Paul ne ha più di qualche briciola. Il problema è che prima di arrivare a un’intera torta la strada è ben lunga, e nel frattempo noi ci ritroviamo in mano un disco inconsistente per quanto gradevole. Non è abbastanza.

Un recensore dovrebbe essere imparziale, è vero, ma di fronte alla pletora di James Blunt della mutua che sta fiorendo ultimamente non si può più tacere – considerando che anche l’originale è insopportabile. Ecco, Andrew Paul Woodworth è uno dei tanti Blunt-wannabe: senza infamia né lode, magari avrà una bella botta di culo e riuscirà a piazzare un singolo a caso su MTV – garantendosi una vita più che dignitosa per almeno una decina d’anni. Contento lui…

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Contro

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