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  • Angelzoom: Angelzoom

    Angelzoom

    Data di uscita: 01-10-2004

    Loudvision:
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Una bellezza soffice

Claudia Uhle è destinata solo con i suoi occhi a far breccia al cuore del vostro senso estetico. Poi, è elegante, dotata di un buon timbro e di una buona espressività canora, misurata al punto giusto nella performance, costantemente gradevole. Nonostante Angelzoom sia un progetto al suo debutto, chi ne fa parte o ha dato il suo contributo è tutto meno che debuttante. Claudia è già cantante in un rispettato gruppo di pop d’autore tedesco, gli X-Perience, ed è qui accompagnata in questa esplorazione intimistica delle sue capacità soliste dal cello ensemble Apocalyptica. Infine a curare gli arrangiamenti e la musica è Bernd Wendlandt dei Valicon. Nessuno di loro è giunto per portare influenze dai propri progetti di appartenenza; “Angelzoom” è un album che sfiora generi soffusi e compatibili tra loro: il sinfonico easy listening, l’ambient, l’elettronica delicata, e un deciso tocco di new age à la Enya. Il risultato è certamente una musica atmosferica, un suggestivo accompagnamento sonoro per lasciar lavorare l’immaginazione, ma sono soprattutto due le cose che rendono questo disco positivo nonostante il limitato interesse che può destare al purista – a cui importa soprattutto la sostanza -: il senso estetico è forte in questo progetto, qualità che rende l’ascolto sempre vivo. In seconda istanza, alcuni brani dimostrano già il pieno raggiungimento degli obiettivi musicali che gli Angelzoom si sono proposti, dando prova di essere suggestivi in maniera tale da evocare un feeling da colonna sonora. Avvalendosi raramente di percussioni, il motore ritmico è costituito dagli archi e dalle tastiere, come nella opener “Turn The Sky” introdotta da un refrain di violoncelli cadenzati, poi crescente negli arrangiamenti e fortemente atmosferica nel ritornello, che mette in luce la chiarezza della voce di Claudia capace di generare emozione senza ricorrere ad altezze eccessive. Altro episodio memorabile è “Blasphemous Rumors”: se il principale limite è la sua melodia decisamente pop, le frequenti variazioni costruite sulle linee vocali e la sublime armonia del chorus trasformano il difetto in virtù, facendone un ottimo brano Enya-style. Ancora un altro rimarchevole episodio si trova in “Fairyland”: un’intro piuttosto comandata e prevedibile, in cui violino, pianoforte e voce performano lo stesso giro di accordi per quattro battute, viene subito sopraffatta dal sincopato e lirico ritornello, e da successivi inserti di elettronica molto intelligenti. E se prima si parlava di sentimento da colonna sonora, non a caso “Peace Of Mind” comparirà tra i brani di “Alone In The Dark” OST: un appannato refrain di tastiere cela un onirico crescendo di melodie orchestrali impreziosite da cori e da una sezione di archi che pur abbandonandosi a qualche cliché riesce a comunicare un sentimento delicato. Ultima perla che mi sento di citare delle quindici tracce è “Guardian Angel”, impostata interamente su un arrangiamento appassionato di archi su cui la voce di Claudia dà il meglio di sé, sottolinea con il calore delle tonalità basse le note discendenti verso il registro grave, e gioca con interessanti esperimenti di sovrapposizione vocale polifonica dei toni più acuti nei momenti di lento crescendo.
Il resto del disco si attiene ad un livello costante come estetica, ma spicca di meno come intensità. Ritengo comunque onesto da parte del duo Claudia-Bernd l’avere cercato di muoversi verso altre varianti, che pur difettando di emozioni forti confermano la costante capacità degli Angelzoom di creare musica evocativa ed atmosferica. Un debut album da avere.

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