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  • Angra: Hunters And Prey

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Un intervallo divertente

Ovvero gli Angra che finalmente ed effettivamente rinascono. “Rebirth”, seppur buono, aveva lasciato nel pubblico qualche dubbio circa le effettive potenzialità della rinnovata line-up carioca: il timido riciclaggio del passato operato con quell’album, per quanto bene potesse essere stato fatto, non era risultato del tutto, né per tutti, convincente. Con “Hunters And Prey”, un mini-album composto da 8 canzoni e con tanto di sezione multimediale (contenente i soliti screen-saver, video e foto della band), gli Angra tornano invece a volare a quote più consone al loro blasone.
Canzoni come la potente “Live And Learn” (la band è stata raramente così aggressiva, in passato), “Bleeding Heart, ottima ballata griffata Edu Falaschi, le versioni acustiche di “Rebirth” e “Heroes Of Sand”, che si commentano da sole come del resto tutte le tracce acustiche dei brasiliani, unite alla prestazione vocale di un Falaschi più personale e libero dal timore derivante dalla presenza eterea (e quasi ectoplasmica – non c’è, eppure si sente…) del suo predecessore, mettono in mostra una band davvero in palla, compatta, che, consapevole del suo valore, ha pieno diritto di guardare con ottimismo verso il futuro.
A dimostrazione di quanto appena detto troviamo la pregevole title-track – proposta anche nella versione con testo in portoghese: riuscitissimo tentativo di fondere rock, melodia e musica brasiliana (accostabile, dunque, alla proposta di “Holy Land”), che col suo incedere divertente e coinvolgente difficilmente deluderà i fan vecchi e/o nuovi della band carioca. C’è anche spazio per una cover, e i Nostri scelgono di attingere dal songbook dei Genesis, dal quale tirano fuori “Mama”, riproposta con poche, seppur opportune, variazioni rispetto all’originale.
“Hunters And Prey” come gustoso intermezzo tra un capitolo e l’altro della storia della metal-band brasiliana.

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