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  • Angtoria: God Has A Plan For Us All

    Angtoria

    Data di uscita: 01-05-2006

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Il canto della Sirena

Dopo il demo registrato più di un anno fa, arriva il full length, coerentemente intonato sulla stessa lunghezza d’onda e sulle stesse ambizioni dichiarate con la release disponibile ai soli addetti ai lavori.
“God Has A Plan For Us All” allinea tutti i brani ad un’ottima produzione professionale; la band unisce l’impatto da colonna sonora delle orchestrazioni sintetizzate, le astuzie metal sporadiche più commerciali, l’elettronica groovy, il feeling parzialmente sinfonico che sembra attingere dall’eredità Savatage – eredità comunque pervertita nelle intenzioni, qui più catchy e miranti la piacevolezza piuttosto che l’intensità. Sarah e i fratelli Rehn riescono nel tentativo di creare un platter molto mainstream, ben suonato, pieno di pathos pomposo, e graziato dalla voce della talentuosa cantante che, vuoi per il timbro, vuoi per la sua padronanza dell’espressività canora e per la tecnica impeccabile, diventa il vero e proprio plus, ed il motivo centrale d’interesse di questo più che discreto lavoro. Alcuni brani erano già noti dal demo, ma appaiono qui con una patina d’arrangiamenti ed elettronica che li rende più spettacolari ed alla pari con le nuove composizioni. È raro trovare qualcosa che non sia potenzialmente un singolo radiofonico: difficilmente una canzone supera i quattro minuti, e momenti come “I’m Calling” e la title track (di cui presto sarà realizzato un videoclip) mostrano in pieno la trascinante forza degli Angtoria.[PAGEBREAK]La sezione ritmica crea dapprima momenti di forte enfasi con tempi accelerati per poi far accomodare su un tappeto di orchestrazioni distese le invenzioni vocali, che rimarcano il buon gusto estetico di Jezebel Deva, la sua capacità di suonare ammaliante, impercettibilmente sinuosa; di saper intonare le note giuste e poi dargli quel piccolo twist speciale della sua personalità. La prima allora suona ariosa, la title track invece le dà ancora occasione di creativizzare le sfumature durante il cadenzato, esprimendo solennità insieme ai cori, e mistero fino al ritornello, che decolla con prevedibile ma piacevolissima melodiosità. Anche “Original Sin”, pur parzialmente rinchiusa nella sua pseudo-religiosa, tormentata vena austera, è un episodio orecchiabile e commerciale; la voce di Aaron Stainthorpe, che nel primo attacco sembra confondersi con quella di Michael Moynihan, si adatta al contesto senza appesantirlo. Le canzoni più rilassate, infine, come “Suicide In My Mind” e “That’s What The Wise Lady Said”, rendono l’ascolto più fluido, evitando alle pomposità orchestrali di stancare alla lunga; mettono l’accento sulla capacità degli Angtoria di creare momenti autenticamente piacevoli, di ricamare sulle liriche con uno stile vocale tecnicamente ineccepibile, e con un gusto per le sfumature coloristiche che fanno parte del patrimonio inalienabile dell’esperienza e della maturità della cantante.
“God Has A Plan For Us All” conferma in pieno le prime impressioni, non delude, né va oltre. Meritano un posto nelle classifiche del rock mainstream, ed è qui che nascono i dubbi su come mai la Listenable Records riuscirà a dare la giusta visibilità ad un prodotto commerciale con più di qualche credenziale di successo.

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