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Angus & Julia Stone live a Villa Ada 2015: report live e scaletta

Mercoledì 1 luglio la splendida cornice di Villa Ada ha accolto Angus & Julia Stone in un concerto dalle atmosfere oniriche e bohèmien. Il palco così come il suggestivo gioco di luci hanno reso ancor più particolare ed affascinante una performance intrisa di sentimento, libertà ed energia.

Angus & Julia, appaiono sulla scena, circondati da una schiera di musicisti di diverse nazionalità che ben riflettono il gusto estetico e musicale del duo australiano. Entrambe figli di genitori a loro volta musicisti, i due fratelli sono cresciuti “a suon di musica” fin dai primi anni di vita e forse proprio in virtù di questo è nato il loro sodalizio artistico. L’album di debutto “A book like this” (2007) già disco di platino, ha segnato la rapida ascesa della loro carriera, fino all’ultimo recente lavoro, pubblicato nell’agosto 2014, dall’omonimo titolo “Angus & Julia Stone” prodotto dal leggendario Rick Rubin.

Il concerto si apre con “It Was Blue”, brano tratto dal disco solista di Angus “Broken Brights” (2012), una canzone dalle atmosfere cupe e “grunge” con la chitarra che segue una ritmica a tratti “ipnotica”. E’ la volta di “It’s All Okay” questa volta firmato unicamente dalla sorella Julia. Seguono poi due brani estratti dall’ultimo e omonimo album, “Crash n’burn” e “Heart Beat Slow”, che seppur nella loro diversità colpiscono per l’immediatezza espressiva, e per la splendida fusione delle rispettive voci: quella di Julia, sottile ed angelica e quella di Angus, più “involuta” e profonda. L’attenzione, questa volta, è tutta rivolta a Julia con la sua bellissima e toccante interpretazione del brano “Death Defying Acts” che lei stessa definisce “A song of love and death“.

Un particolare apprezzamento va sicuramente alla loro personalissima versione di “The One That I Want”, canzone estratta dal celebre musical Grease, abilmente “rimaneggiata” e trasformata in una ballad dal sapore malinconico. Si passa poi a narrare di intensi ed intricati rapporti d’amore in “Big Jet Plane”, ai refrain acustici della slide guitar di “Yellow brick road” per poi arrivare alle atmosfere languide di “All Of Me” in cui, il titolo stesso, rende ben chiaro il contenuto delle liriche. L’amore sembra essere il filo conduttore della ricerca artistico-espressiva del duo, intento confermato dalla stessa Julia, che non ha mai esitato nel ribadirlo più volte nel corso della serata. Avvicinandoci al gran finale, arriva la disillusione intrisa nei versi di “Heartbreak” che culmina nel brano di chiusura “Santa Monica’s Dream” che sembra quasi riecheggiare le note febbrili e dolenti del mitico Neil Young e che si contraddistingue come uno dei pezzi dallo sviluppo narrativo più personale.

Angus & Julia salutano con discrezione un pubblico entusiasta che non ha esitazioni nel richiamare i due musicisti sul palco per un ultimo e toccante brano col quale augurare la buona notte a tutti, nella speranza di rivederli presto a Roma. Un aspetto fondamentale che colpisce lo spettatore, è la diversità dei due fratelli, elemento che ha sicuramente contribuito al loro successo e che risulta ben evidente sia dal punto di vista estetico sia da quello più strettamente musicale: lei graziosa e minuta con un aspetto da “country girl”, lui assolutamente più cupo e per certi aspetti molto ancorato ad un estetica “grunge”. Una netta differenza di stile e genere che ben si riflette nella loro vocalità, apparentemente lontana ma che contribuisce a rendere ancora più particolare e autentica la loro unione artistica.

 

La scaletta di Angus & Julia Stone live in Villa Ada:

 

It was blue

It’s all okay

Crash n’burn

Heart beats slow

Death defying acts

Private Lawns

Little whiskey

The one that i want

Big jet plane

Bella/Yellow brick road

All of me

Heartbreak

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Santa Monica’s dream

 

 

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