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  • Angus Mc Og: Arnaut

    Angus Mc Og

    Data di uscita: 15-02-2013

    Loudvision:
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Bel compitino, eseguito in maniera esemplare

Il progetto di Antonio Tavoni, originariamente solista e acustico, è poi sfociato in un trio più completo e organizzato, che ha dato vita nei primi mesi del 2013 a questo “Arnaut”, dal nome del celebre trovatore francese Daniel del XII secolo. Le sonorità e le atmosfere risentono, e non poco, dal cantautorato proveniente da oltreoceano, non disdegnando qualche spruzzata tipicamente british. Dieci brani semplici ed essenziali, perfetti melodicamente che non inventano nulla ma permettono di passare 40 minuti molto positivi.

L’appunto che si potrebbe fare ai tre è che forse non hanno osato abbastanza. Certo è che però l’arpeggio di “Siddharta” è un ottimo modo di iniziare un disco, così come l’atmosfera da ninna-nanna di “The Morning Tale” è un modo eccellente di chiuderlo. Nel mezzo, altri 8 brani dai ritmi lenti e compassati con rarissime eccezioni (l’esplosione centrale di “Wasted” e quella finale della beatlesiana “The Fire Sermon”) per un lavoro gradevolissimo, sia quando si accelera il ritmo che quando lo si rallenta e lo si colora con struggenti archi (“The Coal Song”). Un compito semplice e non trascendentale ma ben eseguito.

Pro

Contro

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