Home > Interviste > Ania Cecilia: Il rock romantico

Ania Cecilia: Il rock romantico

In occasione dell’uscita in sala del film di Maurizio Casagrande “Una Donna Per La Vita” incontriamo Ania Cecilia che con il suo brano “Guardami” ha preso parte alla colonna sonora del film, interpretando anche una piccola parte nell’opera prima del regista partenopeo.

Ciao Ania.Hai iniziato la tua carriera cantando in varie band, tra cui gli Onirica, ottima band napoletana. Com’è avvenuto il passaggio da una dimensione collettiva di band a quella individuale da solista?
In realtà io nasco come solista, cominciando da bambina con mio padre. Gli Onirica mi avevano proposto un progetto nuovo di rock elettronico da cui ho imparato tanto, come ad esempio a stare nel tempo e nella metrica, quindi mi è servito. D’altra parte, però non riuscivo ad esprimermi al massimo, anche nei testi, in cui mi piace invece spaziare. Il loro era un genere che mi limitava così ho detto loro “Ciao” per trovare una mia dimensione, e ciò è accaduto col mio primo album “Tutto E Niente”, poi con “Nuda” e ora con “ROmantiCK Cinema”.

Nel nuovo disco “ROmantiCK Cinema” ci sono sonorità anni ’80, dal rock all’elettronica fino alla melodia.
Il mondo di “ROmantiCK Cinema” rimane comunque fedele ai due dischi precedenti ma con un’ elettronica spinta fino all’acustica con molto divertimento. È un mix che rispecchia la mia indole, dal rock fino a sonorità più fresche che abbiamo sperimentato in 3 anni con il mio produttore Luca Rustici.

A chi ti ispiri?
Negli ultimi anni ho fatto un’overdose di musica anni ’80, essendo nata in quegli anni ho dovuto affrontare un lavoro a ritroso nel tempo, non avendo grossi ricordi… Io vengo dal nuovo rock degli Evanescence, Linkin Park, Green Day. Nutro una grande attenzione verso la scuola cantautorale italiana: De Gregori e Fossati sono i miei maestri.

Hai composto brani per grandi nomi della musica italiana come Mina e Patty Pravo…
Si, sono state delle fortune. Mi è capitato perché sapevo, attraverso la mia casa discografica, che stessero cercando autori così ho proposto dei miei brani e sono stati scelti.

Il tuo brano “Guardami” fa parte della colonna sonora del film “Una Donna Per La Vita” di Maurizio Casagrande che ha anche diretto il videoclip, la cui gestazione e lavorazione è durata ben 6 mesi ed è stato girato in un locale di Roma insieme con Neri Marcorè. Com’è stato lavorare con loro?
Maurizio è davvero geniale e spero abbia il successo che merita, è stato una grande scuola e mi ha diretto riuscendo a farmi innamorare del mondo del cinema, nonostante non avessi mai recitato. Nel film interpreto me stessa, ma sono più spocchiosa di come sono realmente! Nella parte che recito nel film sono una musicista professionista che si annoia nel perdere tempo con Neri e Maurizio che si improvvisano musicisti: in realtà sono io un’attrice improvvisata alle prese con degli attori straordinari!

Nella scena del film a cui partecipi interpreti te stessa, alle prese con la band formata da Maurizio alla batteria e Neri alla chitarra. Casagrande ha in realtà una forte passione per la batteria…

Lui dice di essere un batterista che si è trovato a fare l’attore, quindi ha una grande passione per la musica e questa passione ci lega e mi ha coinvolta nelle scene, divertendoci molto.

Una domanda alquanto femminea: a quale delle donne rappresentate nel film ti avvicini di più? L’ossessiva e impacciata o la donna buona e perfetta?
Sicuramente mi sento vicina al personaggio di Sabrina Impacciatore, un po’ imbranata come siamo tutte, con i nostri problemi. Non siamo perfette e penso che si riconosceranno tante donne… alla fine è la donna normale che vince!

Nell’album mi ha colpito particolarmente “L’Artista”, in cui c’è un rapporto antitetico ma equilibrato tra la follia e l’ordinarietà. Qual è la tua definizione di “artista”? Cosa è per te la musica?

Quando mi fai questa domanda mi vengono i brividi, il rapporto con la musica è di odio-amore, però è la mia mamma, ci sono nata, non l’ho scelta e se avessi saputo che sarebbe stato così difficile avrei evitato questo mestiere! Ma non ho alternative, è l’unica cosa nella vita che mi dà la gioia di vivere e voglio portarlo avanti.
Il brano “L’Artista” è una presa in giro di me e dell’artista in genere: magari quello che si dà delle arie in realtà è suscettibile e sensibile e non dovrebbe prendersi troppo sul serio poiché esposto a critiche negative…

[PAGEBREAK] Il mestiere del musicista è attoriale, anche lì devi indossare una maschera e dire che va tutto bene… A tal proposito, l’esperienza sanremese ti ha portato enorme successo ma anche polemiche riguardo il sistema di voto tramite il web. Ti hanno accusato di aver vinto con un metodo “falsamente democratico” proprio perché non esisteva giuria ma voti dal pubblico, così come avviene nei talent show. Come ti sei sentita a riguardo? Oltre all’amore forte che hai per la musica, da dove trai la forza per superare queste criticità?
Credo che sia carattere, sono combattiva, un soldato che è felice di combattere, lì a Sanremo era come davanti a un plotone d’esecuzione in cui io godevo nel difendermi, non ho sofferto assolutamente. Ci sono sempre critiche, anche ultimamente a Miss Italia.
Si sa che alcune polemiche sono costruite per dare maggiore visibilità all’artista…
Io sono andata lì come un’artista e cantautrice che già da anni fa quel mestiere, con la coscienza pulitissima, non ho creato io quel meccanismo di voti. E questo mi ha dato tanta forza.

Il tuo avvicinamento al cinema sarà un episodio a sé o intraprenderai un percorso?

Chi può dirlo? Trovo che sia molto difficile recitare, nonostante abbia interpretato me stessa. È un mondo che mi affascina molto e che è molto diverso da quello del musicista, lì ti esponi molto di più, non mi dispiacerebbe continuare questo legame musica-cinema. È stata un’emozione nuova per me che faccio musica da tanti anni, una piccola favola moderna.

Vedremo Maurizio Casagrande come guest star a un tuo concerto?
Lo vedrete di sicuro perché lui ama suonare, la sua unione con la musica è consolidata!

Qual è il tuo legame con la città di Napoli?
Anche lì amore e odio, io abito a Milano da qualche anno perché lì c’è tutta la discografia imprenditoriale italiana, ma a Napoli torno spesso. Non riesco a stabilirmi a Milano ma non riesco a lasciare Napoli, quindi vivo a Malpensa in aeroporto! Napoli è la culla della musica e spero che risorga anche dal punto di vista musicale perché di cantautori e musicisti ce ne sono tantissimi!

Scroll To Top