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L’animazione a Venezia 71: arrivano i Boxtrolls della Laika

Chi segue il cinema d’animazione vive oggi in tempi di profondo smarrimento.

La Pixar ci inquieta. Hayao Miyazaki va in pensione, e lo studio Ghibli va a dormire.

Quest’anno la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia (27 agosto – 6 settembre), che sia a Miyazaki sia alla Pixar aveva riconosciuto il Leone d’oro alla carriera, forse si è accorta del nuovo sceriffo in città, anche se per ora lo tiene in prova fuori concorso. Parliamo di “The Boxtrolls”, un film in stop-motion dello studio d’animazione oregoniano Laika.

La stop-motion è una tecnica di animazione molto dispendiosa in termini di denaro e energie, letteralmente vecchia come il cucco, e profondamente legata al concetto stesso di cinema.

Seppure sia rimasta sempre ai margini delle grandi produzioni è sopravvissuta fino a oggi portandosi dietro la sua schiera di entusiasti (sia fra i filmmaker sia fra gli spettatori) e vivendo da qualche anno un periodo di grazia in controtendenza rispetto alle crisi lamentate da chiunque.

È una tecnica capace di mantenere sempre una posizione di prestigio e rispetto nei festival più esigenti; capace di portare un piccolo studio inglese (la Aardman) alla gloria internazionale; capace di convincere la cautissima Disney a investire su un film in bianco e nero (“Frankenweenie”); capace di creare dal nulla un nuovo studio d’animazione (relativamente) indipendente e competitivo con le grandi major: Laika, appunto.

Laika, al suo decimo anno di vita, con “Boxtrolls” è al suo terzo film, i primi due dei quali non sono certo passati inosservati: “Coraline e la porta magica” (2009), tratto dal romanzo per ragazzi di Neil Gaiman e diretto da Henry Selick (“Nightmare Before Christmas”), e “ParaNorman” (2012), una storia horror originale diretta da Sam Fell e Chris Butler; entrambi i film sono stati candidati al premio Oscar per il miglior film d’animazione.

Gli studios Laika, nel 2009, parevano dipendere da Henry Selick (che aveva diretto anche il loro cortometraggio d’esordio in CG “The Moon Girl” nel 2005), personalità eccentrica e turbolenta della comunità di animatori americani. Subito dopo “Coraline”, allo scadere del contratto, Selick invece abbandona lo studio (per tornare in Disney con un suo progetto originale, “The Shadow King”, che invece la Disney ha abbandonato a agosto 2012 in fase già avanzata di animazione).

Ma Laika non si è persa d’animo e ha dimostrato di essere capace di continuare a produrre animazione genuina e persino d’avanguardia: “ParaNorman”, ad esempio, è stato il primo film in stop-motion i cui pupazzi sono stati interamente prodotti con stampanti 3D (in parte utilizzate già per “Coraline”), agevolando notevolmente l’estenuante processo produttivo della stop-motion.

Laika, infatti, non sembra cullarsi sulla nostalgia di questa tecnica di animazione primordiale: il presidente e animatore degli studios Travis Knight non nasconde i suoi sentimenti verso a questa tecnica “faticosa e anacronistica”, e ha dichiarato di voler fortemente indirizzare lo studio verso produzioni interamente in animazione tradizionale con disegni a mano (e inserti in questa tecnica sono già presenti nei loro film).

Per ora il nuovo pupillo degli studios è ancora in stop-motion: “Boxtrolls – Le scatole magiche”, in arrivo nei cinema italiani il 2 ottobre 2014, sarà presentato in anteprima mondiale fuori concorso alla Mostra di Venezia il 31 agosto. Il film è tratto dal libro illustrato per bambini “Here Be Monsters!” di Alan Snow (cfr. i nostri consigli di lettura pre-Venezia) e racconta di un mondo sotterraneo di troll che allevano un bambino come fosse uno di loro. Questo bambino, chiamato Uovo (dal nome della scatola che, come tutti i troll, ha sempre indossato), sarà poi il “prescelto” per riportare la pace fra il mondo di sopra e quello di sotto.

“Boxtrolls – Le scatole magiche” è diretto da Anthony Stacchi e Graham Annable, adattato da Irena Brignull e Adam Pava, con le musiche di Dario Marianelli e una canzone scritta da Eric Idle.

Come di consueto il film è accompagnato da un prestigioso cast vocale: Isaac Hempstead-Wright (il giovane Bran de “Il trono di spade”, che qui interpreta Uovo), Elle Fanning, Ben Kingsley (il villain Archibald Snatcher), Toni Collette, Jared Harris, Simon Pegg e Nick Frost, Tracy Morgan, Richard Ayoade e Maurice LaMarche.

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