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  • Animus Mortis: Atrabilis (Residues From Verb & Flesh)

    Animus Mortis

    Data di uscita: 31-01-2008

    Loudvision:
    Lettori:

Santiago goes black metal

Debutto sulla lunga distanza per questo progetto cileno, non esattamente una terra passata alla storia per la fervente scena black metal. La Debemur Morti si spinge fino in quel di Santiago per andare ad estrarre del cilindro questi Animus Mortis che, ahinoi, non si discostano dal marasma che infesta il genere in ogni angolo e direzione.
La proposta è infatti quella di un black metal molto canonico: produzione sporca ma non troppo (penalizzante alla lunga il sound impastato della batteria), screaming indiavolato e ritmi sostenuti, interrotti (molto) saltuariamente dagli ormai inevitabili stacchi atmosferici.
Niente di male in questo ma il disco scorre in maniera un po’ troppo anonima anche se tecnicamente non v’è nulla da eccepire, almeno per gli standard del genere; è proprio la struttura dei pezzi ad essere stantia, sentita e risentita e l’esotica area di provenienza non può fungere certo da valore aggiunto. Nel black metal ipervitaminico prodotto dai nostri è insita una certa monotonia alla lunga, soluzioni musicali fin troppo simili lungo gli 8 pezzi del disco impediscono di estrapolare una song piuttosto che un’altra, tutte parte di un corpus unico che funziona solo in parte, e in vertià stanca presto chi ha una scarsa tolleranza al genere.
Che sia una questione di tradizione musicale, di mezzi, o di condizioni climatiche non è dato sapere, resta il fatto che gli Animus Mortis devono ancora affilare bene le armi perché al momento la loro proposta, per quanto ascoltabile, non brilla certo di luce propria e il disco rischia di finire sullo scaffale a prender polvere dopo un paio di ascolti.

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