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Anna Von Hausswolff in concerto al Monk di Roma: report live

Il 9 marzo al Monk di Roma si è esibita Anna Von Hausswolff insieme alla sua band, per presentare l’ultimo album: The Miraculous.

Per godere al meglio lo spettacolo musicale il locale ha fornito al pubblico delle prime file alcune piccole poltroncine “puff” e ai restanti spettatori una serie di poltrone rosse, avvicinando così la somiglianza del parterre a quella di un piccolo teatro.

Le luci rosso sangue, rivolte verso la postazione al centro del palco occupata dal sintetizzatore e dal microfono, illuminano il volto morbido di Anna Von Hausswolff mentre le sua mani evocano le prime note. L’atmosfera è spettacolare, mistica e rituale, e il pubblico estasiato è rapito nell’osservare i musicisti fondersi in una gigantesca e corposa melodia spettrale e sacra allo stesso tempo. La batteria è alla costante ricerca di suoni, ritmiche e rumori a volte travolgenti e altre da sottofondo alle chitarre, eteree e graffianti. Anna Von Hausswolff immerge l’ascolto in un denso bagno di note dilatate e soffocanti di organo dalla voce altissima e oscura. La musica suonata dai quattro strumentisti è presagio di tempesta, è una nuvola nera squarciata e dilaniata dalle corde vocali della giovane ragazza svedese che, china sulla tastiera avvolta dai capelli dorati, sembra posseduta e rapita da un’entità più grande di sé.

L’impatto di alcuni brani toglie il fiato, come il crescendo di Deathbed in cui il suono classico dell’organo si mescola alle chitarre acide e ad una batteria forsennata. In un momento di calma Anna Von Hausswolff scende dal palco e, a piedi scalzi, canta leggera a pochi centimetri dall’incantata prima fila per poi tornare dietro le tastiere ed eseguire l’ultimo brano.

Al termine della canzone il pubblico, non ancora sazio, riesce a rubare una canzone in aggiunta alla scaletta e la band ringrazia per questa prima volta nella Capitale. Emozionante.

Il concerto è stata un’esperienza profonda che ha saputo coinvolgere il corpo nella sua interezza scuotendolo con le vibrazioni sonore e l’intensità della performance. Meritati gli applausi per Anna Von Hausswolff e la sua band.

 

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