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Annalisa: La musica come amante

Il suo secondo disco, “Mentre Tutto Cambia”, uscirà il 27 marzo ma prima che la round table iniziasse l’abbiamo ascoltato e possiamo anticipare che non deluderà coloro che già hanno avuto modo di apprezzare “Nali”. Annalisa è in splendida forma e ha la sicurezza nel rispondere anche alle domande più “scomode” propria dei veterani nonostante la giovane età.

Per te cosa rappresenta “Mentre Tutto Cambia”?
Rappresenta un piccolo passo avanti, una crescita, ma volevo che allo stesso tempo rispettasse “Nali”, il mio primo passo nel mondo della discografia. Rappresenta anche un discorso circa l’ultimo periodo che ho vissuto, in cui ho inseguito la musica come scopo, come lavoro e come compagna di vita infatti la metafora che percorre un po’ tutto l’album è proprio quella con un relazione di coppia, in cui, però, il mio partner è la musica. Si parla in tutte le canzoni, tranne una, di relazioni di coppia, di amore, di sentimenti. Sicuramente per ogni canzone ho dei ricordi, dei pensieri, dei riferimenti particolari però il filo conduttore è la musica e il mio viaggio per inseguirla.

Anche vocalmente sei cresciuta?
Boh speriamo di si! Io spero che l’impronta vocale sia la stessa, se ci sono delle evoluzioni saranno dovute all’esperienza, alla crescita che naturalmente si fa. Io spero che il timbro sia sempre quello perché ci tengo! (ride, ndr)

Ti senti cambiata rispetto a un anno fa quando è uscito “Nali”?
Sento più che altro cambiata la percezione che dal di fuori le persone hanno di me. È sicuramente cambiato il mio quotidiano, ma le cose che faccio ora sono quelle che aiutano a conservare quello che ho dentro, quello che sono. Probabilmente le persone che frequenti ogni giorno sono quelle che vivono questa cosa come un repentino cambiamento, mentre per me è una normalizzazione del mio vissuto interiore.

In “Nali” avevi scritto di tuo pugno “Solo” per questo disco invece non c’è una canzone scritta da te, come mai?
Io sono dell’idea che quando si fanno le cose o si fanno bene o non si fanno. Ho scritto tanto nella mia adolescenza però lo facevo di istinto, senza nessuna cognizione e forse era in questo la sua bellezza. Ora, però, mi trovo in un contesto molto più “serio” e sono incanalata in una dimensione che è abbastanza definita. Ci sarebbe voluto del tempo che in questo non abbiamo avuto affinché le canzoni da me scritte funzionassero in questo contesto. Mi auguro che in futuro ci sia l’opportunità ma per me la cosa più importante è che il risultato finale funzioni alla perfezione, non voglio inserire una mia canzone solo per la smania di avere una cosa scritta da me. Ad esempio “Solo” in “Nali” è stata una fortuna che rispettasse certi tipi di struttura e che fosse congruente col resto del disco.

Quali sono gli elementi di continuità e in quali differisce dal precedente?
In questo caso si tratta di un discorso sulla classica giostra che alle volte si vive nei rapporti a due, che, come dicevo prima, nel mio caso si riferisce alla musica. Questa è la metafora che poi si svela nell’ultimo pezzo, “Prato Di Orchidee”, che non a caso chiude rendendo esplicita la metafora presente negli altri brani del disco. “Nali”, invece, era un insieme di tanti piccoli gradini che io salivo nel mio percorso, anche nel contesto di Amici. Ad esempio “Solo” è la canzone che avevo portato ai provini ed è per questo che è stata inserita nel disco, è un disco che si è composto man mano che io andavo avanti a piccoli passi.

C’è un pezzo a cui sei particolarmente legata?
Intanto il pezzo da cui proviene il titolo del’album, “Non Cambiare Mai”, che nel ritornello recita “mentre tutto cambia tu non cambiare mai“. Oltre ad essere per me emblematico di tutto quanto il disco, è anche attuale e mi piace che sia un po’ il fulcro del messaggio. Poi c’è anche “Orchidee”, l’ultimo pezzo, che mi è caro perché parla del cambiamento, della rincorsa di obiettivi senza godersi il viaggio per raggiungerli.

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Se con “Non Cambiare Mai” ti riferisci alla musica e quindi al lavoro, cosa pensi della crisi generale che sta ruotando intorno al lavoro? Ti sei fatta un’idea?
Quando dico “tu non cambiare mai” non mi riferisco esplicitamente alla musica come lavoro perché non la vivo come tale. Che poi possa diventarlo, fa parte del gioco ma per me la musica è prima di tutto una compagna, qualcosa di cui ho bisogno come essere umano, non come lavoratrice. Quando nella canzone dico “tu non cambiare mai” è come se lo stessi dicendo a una persona, non è un “ti prego speriamo di continuare a lavorare“! Per quanto riguarda invece la crisi sicuramente mi sono fatta la mia idea sulla questione posto fisso, e credo che bisogni avere una piccola sicurezza nell’arrivare a fine mese e pagare l’affitto, che in alcuni casi è più alto addirittura di un mutuo.

Non troppo tempo fa hai partecipato ad Amici, programma che divide il mondo artistico, e non solo, tra i detrattori e sostenitori di questo tipo di reality. Alla luce anche della tua esperienza, quale credi sia l’apporto di questo tipo di programmi? Sono un bene o un male per la musica?
Fondamentalmente sono un bene però la categoria di reality secondo me è restrittiva per Amici e X-Factor. Io credo che Amici sia qualcos’altro, bisognerebbe includere la parola talent perché ho visto che se non c’è la sostanza sotto non vai avanti, se non hai nulla da dire non raggiungi niente. Credo che siano un bene perché danno la possibilità a chi ci ha provato in tanti modi di avere contatti, di arrivare ad essere visto e percepito da tante persone. Senza Amici io non so se sarei qua, molto probabilmente no! (ride, ndr) Già il fatto di essere qua è una possibilità, è un poter provare a far qualche cosa. Io sto provando a fare della musica la mia vita e a prescindere dall’esito dell’impresa, è una possibilità enorme che mi ha dato Amici. Prima avevo provato di tutto:corsi, provini, mandato il demo ovunque con tutte le difficoltà di abitare in provincia di Savona, dove non ci son grandi possibilità come nelle grandi città, tipo Roma e Milano. Mi auguro che questa tendenza ad essere un po’ prevenuti nei confronti di chi fa talent possa essere rivista e che ci sia un più di apertura nei confronti di questo tipo di programmi. Non è detto che tutto ciò che arriva dalla televisione sia di basso livello. È solo una possibilità in più.

Tra l’altro tu fai parte dei “Magnifici 9″ di quest’anno, ti stai preparando in qualche modo?
Si, abbiamo iniziato a fare le prove ma in generale sappiamo ancora molto poco, sappiamo cosa dobbiamo fare più o meno ma poi si vedrà bene quando saremo là. Sono onorata di essere stata chiamata perché comunque è una responsabilità, il fatto di far parte dei big, mi sembra quasi troppo essendo partita da lì.

Il 26 Marzo esce anche il nuovo lavoro di Virginio, colui che ti ha battuto nella finale di Amici conquistando il primo posto. Cosa gli dici?
L’unica cosa che gli posso dire è che spero ci sia spazio per tutti e due e che ognuno possa fare il proprio percorso perché io gli voglio bene e una parte di strada. Anche se il pubblico a casa avvertiva soprattutto la competizione, in realtà c’è sempre stata una grande umanità, magari più con lui che con altri con i quali poi non mi sono scontrata direttamente.

Sei una figlia di Maria. L’anno prossimo parteciperai a Sanremo. Quando incontrerai i Matia Bazar e Al Bano questi diranno: “Oh no, è figlia di Maria, vincerai tu allora…” e si abbatteranno. Che cosa gli dirai per convincerli a rimanere al festival?

Ma no! A parte che lo spero tanto un giorno di riuscire ad andarci, però penso che non ci sia niente di scontato, dipende dal percorso di ognuno e anche dai momenti storici.

Invece cosa pensi del podio di quest’anno tutto al femminile?

Mi piace molto!

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