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Anne e Kate nemiche-amiche

Riflettori tutti puntati su di loro: sono Anne Hathaway e Kate Hudson, le due protagoniste di “Bride Wars – La Mia Migliore Nemica”, a Roma per presentare il film alla stampa. In una piccola saletta dell’Hotel de Russie, a due passi da Piazza del Popolo, le due dive si fanno attendere per più di mezz’ora. Poi eccole in tutto il loro splendore: la bionda Kate super-provocante, in un attillatissimo vestito bianco e argento e sguardo malizioso, la mora Anne super-chic, con tubino nero a mezze maniche e occhioni da cerbiatta. Fra interpreti e moderatrici è un tavolo di sole donne. La curiosità dei giornalisti è tutta per loro, il film pare interessare poco.

Che idea vi siete fatte dei rapporti di amicizia tra le donne, durante la lavorazione del film?
Kate Hudson: All’inizio quello che più ci premeva, nel raccontare questa storia, era sfruttare lo stereotipo della ragazza che si accinge ad organizzare il proprio matrimonio. Poi abbiamo capito il potenziale di una commedia in cui le protagoniste sono due amiche, ed è stata una bella mossa inserire il tema dell’amicizia in quel contesto.

Anne Hathaway: Sembra un gioco di parole, ma vale la pena litigare per una vera amicizia. Le donne riescono a stabilire rapporti molto forti e duraturi, in cui la fiducia è l’elemento essenziale. Non capita spesso di recitare in un film con due donne protagoniste, compagne e amiche, ed è questo che mi ha spinto ad accettare la parte.

Che cosa pensate del matrimonio e della necessità di sposarsi? Anne, lei è da poco comparsa in un altro film su un matrimonio…
Anne Hathaway: Io non ho mai pensato neanche lontanamente di sposarmi. In questo sono molto diversa dal mio personaggio. E per favore adesso non pensate che io abbia la fissazione del matrimonio solo perché nell’ultimo anno sono comparsa in due film che hanno la parola sposa e sposarsi nel titolo! I giornalisti non fanno che chiedermi se sto per sposarmi! Pensate che il film di Demme originariamente non doveva chiamarsi “Rachel Sta Per Sposarsi” ma “Dancing With Shiva”. E poi quello non è un film sul matrimonio, ma sui delicati equilibri familiari.

Kate Hudson: Io sono divorziata. I miei genitori non si sono mai sposati. Ma curiosamente io continuo a vedere il matrimonio come una bellissima cosa. Sono una romanticona, e quando mi innamoro inevitabilmente comincio a pensarci. Certo sono realista, non vedo il matrimonio come il traguardo di una vita, ma è comunque bello celebrare l’amore tra due persone.

Kate, anche lei, come il suo personaggio, è ossessionata dalla perfezione?
No, in realtà a me piace l’idea della rinuncia, della resa. Penso sia molto difficile per una donna mantenere un perfetto equilibrio tra famiglia e carriera, e in questo ho cercato il più possibile di prendere spunto da mia madre. Non sono una perfezionista, ogni tanto mi piace un po’ di disordine.

Anne, ci può dire qualcosa sulla sua partecipazione all’ “Alice” di Tim Burton?
Ho lavorato due settimane sul set di Burton. Spesso in un film d’autore bisogna stare dietro ai dettami del regista, che pone molti limiti alla tua iniziativa. Ma con Burton non ci sono limiti, la sua creatività è talmente dirompente che lavorare con lui diventa un’esperienza unica, molto stimolante. E poi è stato bellissimo lavorare con Johnny Depp (risatina alquanto allusiva).

Kate, sono passati nove anni da “Almost Famous”. Come è cambiato da allora il suo approccio al cinema?
Per me quella è stata l’esperienza più bella e importante della mia carriera. All’epoca avevo solo 21 anni! E lavorare in un film di quel livello è stata un’occasione irripetibile. Non ho mai più trovato un personaggio così intenso e particolare come Penny Lane. Come dice mio padre: in questo mestiere si fa una cosa davvero bella e importante solo ogni 10 anni. Be’, allora spero che l’anno che verrà mi porterà fortuna!

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