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  • Annecy 2016 – Alla ricerca di Dory

    Diretto da Andrew Stanton

    Data di uscita: 15-09-2016

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Attesissimo sequel di uno dei film d’animazione più amati di sempre, “Alla ricerca di Nemo” (2003), “Alla ricerca di Dory” riprende le fila della storia della pesciolina blu Dory, un personaggio che nel primo film era comprimario ma che ha rubato la scena ai protagonisti e nel corso degli anni si è conquistato una meritata popolarità, anche per merito dell’interpretazione vocale originale di Ellen DeGeneres.

Al festival di Annecy 2016 il regista di entrambi i film della serie, Andrew Stanton, e la produttrice Lindsey Collins hanno introdotto l’anteprima mondiale di “Alla ricerca di Dory” (uscito poi lo stesso giorno negli Stati Uniti; in Italia lo vedremo a settembre) raccontandone anche sommariamente le origini. Stanton, che non aveva più rivisto il suo film fino alla sua riedizione in 3D nel 2011, si è accorto improvvisamente di avere a cuore le sorti, non ancora narrate, di Dory e, soprattutto, le sue origini.

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Il regista del film Andrew Stanton sul palco del festival di Annecy 2016

Il film parte con un flashback struggente dove i genitori di Dory, Charlie e Jenny (con le voci di Eugene Levy e Diane Keaton), cercano di costruire un ambiente sicuro, ma allo stesso tempo non reclusivo, per la loro figlia poco autosufficiente: quello che nel primo film era un tratto prettamente comico del personaggio (la “disabilità” della perdita di memoria a breve termine), diventa il motore drammatico, molto drammatico, della storia. E è da piccolissima che Dory viene travolta da una corrente che la separa per sempre dai suoi genitori. Dory cresce quindi da sola, finché non incontra un pesce pagliaccio di nome Marlin alla disperata ricerca del figlio Nemo. Dopo questo innesto con il film precedente, un salto temporale di un anno dà inizio alla nuova storia: alcuni segnali nella sabbia permettono a vecchi ricordi di Dory di riaffiorare nella sua mente, e fra questi c’è l’indirizzo della sua vecchia casa. Dory e i suoi nuovi amici Marlin e Nemo partono quindi per una nuova avventura.

“Alla ricerca di Dory” ha un andamento altalenante, che si inabissa negli schemi collaudati dell’avventura autoconclusiva ma si rialza orgoglioso nel presentare i nuovi personaggi (di solito il punto debole degli ultimi sequel Pixar; vedi “Cars 2” e “Monsters University”). Discorso a parte merita la riscrittura tragica del personaggio di Dory, che funziona e nobilita questo nuovo film, ma sembra dimenticare completamente la natura comica con cui l’abbiamo conosciuta e amata, una delle vette creative dello studio Pixar. Come se un protagonista non potesse essere comico e basta, Dory rinuncia quasi completamente a strappare sorrisi e lascia l’incombenza ai nuovi comprimari: Hank il polipo burbero (Ed O’Neill), Destiny la balena miope (Kaitlin Olson), e Bailey il beluga con il sonar per la vista “a distanza” (Ty Burrell).

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Il produttore e il regista del cortometraggio “Piper” (2016) … Mark Sondheimer e Alan Barillaro

Precede il film il cortometraggio “Piper” di Alan Barillaro, anche questo presentato al festival e introdotto con una piccola masterclass di animazione dal giovane (e un po’ timido, per gli standard estroversi della Pixar) regista. Calcando fino in fondo il pedale della tenerezza, “Piper” è la storia di un uccellino delle spiagge (“sandpiper” in inglese) appena nato, viziato dalla madre che ora però vorrebbe svezzarlo. Un sandpiper deve riuscire a scovare le telline nella sabbia, ma il nostro piccolo protagonista alla prima ondata sul bagnasciuga viene traumatizzato e si rifiuta. Come prevedibile imparerà, ma in una maniera creativa e dolcissima. Fotorealismo a livelli estremi, con un compiaciuto gusto per la fotografia, i cambi di fuoco, le riprese sottomarine e il dettaglio del microcosmo “a quattro pollici dal suolo”; senza però rinunciare all’espressività, all’anima e all’umorismo di sguardi e movimenti. Colonna sonora composta dal chitarrista Adrian Belew.

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