Home > In Evidenza Home > Annecy 2020 – Un’anticipazione di “Wolfwalkers”, in streaming entro fine anno

Annecy 2020 – Un’anticipazione di “Wolfwalkers”, in streaming entro fine anno

Correlati

L’attesa per Wolfwalkers” di Tomm Moore è logorante. Succede quando un regista ha alle spalle una serie di successi immacolati e esige i tempi lunghi e incerti delle produzioni indipendenti e di tecniche raffinate come l’animazione.

Il film non è ancora completato e dovrebbe essere pronto entro fine anno per essere distribuito sulla piattaforma di streaming Apple TV+, a tre anni dall’ultimo lungometraggio di Cartoon Saloon, “Sotto il burqa” (“The Breadwinner”) e a sei anni dall’ultima regia di Tomm Moore, “La canzone del mare”, entrambi nominati all’Oscar per il miglior film d’animazione.

All’edizione straordinaria del Festival del cinema d’animazione di Annecy, che quest’anno si svolge online, il regista Tomm Moore, il co-regista Ross Stewart e la direttrice artistica Maria Pareja hanno presentato un dietro le quinte della realizzazione di “Wolfwalkers”, dalle sue origini nella tradizione folcloristica irlandese al design dei personaggi e delle ambientazioni, alle fonti di ispirazione, alle sfide tecnologiche affrontate.

Wolfwalkers” racconta il mito del “popolo dei lupi”, analogo al mito dei licantropi, visto dagli occhi di una giovanissima cacciatrice, Robyn, giunta in Irlanda con il padre per domare e sterminare queste minacciose creature della foresta. Come è intuibile, la minaccia è “relativa”. Il popolo dei lupi rivendica la propria dignità di esistere e custodisce segreti illuminanti anche per gli esseri umani, come Robyn scoprirà quando incontrerà la piccola Mebh

I Wolfwalkers non sono davvero dei lupi mannari, ma una forma spiritica che una persona assume mentre dorme: il corpo umano rimane fisicamente nel letto mentre la sua forma-lupo vaga per la foresta. Quando Robyn fa amicizia con Mebh, vede una bambina. Non sa che quella bambina di notte diventa uno dei lupi a cui suo padre dà la caccia. Robyn arriva in Irlanda per diventare anche lei una cacciatrice, ma rimetterà in discussione le sue convinzioni quando vivrà l’esperienza di assumere una forma-lupo.

Dal punto di vista stilistico, uno dei punti di orgoglio di Tomm Moore è stato quello di distinguere fra l’aspetto dell’ambientazione medievale del villaggio degli umani e quello dell’ambientazione silvestre del popolo dei lupi: per il primo hanno scelto forme dritte, simmetriche, appuntite e dai contorni precisamente definiti, mentre per il secondo si sono adottate curve, spirali e, soprattutto, tratti indistinti e sporchi (sembra anche che rimarranno visibili alcuni tratti di matita temporanei sull’immagine finale).

L’intento didascalico ma comunque funzionale al racconto è quello di distinguere la rigidità e chiusura mentale del villaggio civilizzato dalla spensieratezza e selvaticità degli animali. L’azzardo grafico non si ferma a questo dualismo. Nella loro forma spiritica i lupi hanno anche esperienze sensoriali intense, che gli animatori hanno reso esplicite sull’immagine forzando ancora di più l’approssimatezza del tratto, esasperando i colori e affidandosi alla ripresa in soggettiva delle due lupette protagoniste (chiamata informalmente wolfvision), che comporta ovviamente l’animazione integrale degli sfondi nel mutare costante della prospettiva.

Tomm Moore non nasconde che l’adozione del tratto sporco nel racconto sensoriale del popolo dei lupi è una diretta ispirazione dal capolavoro di Isao Takahata “La storia della principessa splendente” dove, dal tratto già sommario dei personaggi, si arriva a mostrare la protagonista quasi in forma di scarabocchio con l’intensificarsi del dramma e l’esasperazione dei movimenti.

Wolfwalkers” è ancora in fase di lavorazione e la sua distribuzione è prevista entro la fine del 2020 su Apple TV+.

Scroll To Top