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Annecy Cinéma Italien: Un Eden per il cinema italiano

Soprannominata la Venezia francese dai fanatici dell’ineffabile laguna veneta, Annecy presenta fino al 4 ottobre un ampio panorama della produzione cinematografica italiana con l’intento di accrescerne la diffusione nei paesi francofoni.
Giunta alla ventinovesima edizione, la manifestazione offre un vasto pubblico ai film proiettati durante il festival e riunisce al contempo un alto numero di professionisti del settore.

Quest’anno il manifesto è dedicato alla Sicilia, terra di cultura millenaria caratterizzata da complessità identitaria che, ormai da anni, alimenta l’immaginario cinematografico.
Fiore all’occhiello della presentazione del programma del Festival di Annecy è stato il regista Ettore Scola che, con pungente ironia, ha delineato un quadro dell’imperante assetto politico italiano con fare scanzonato e con un aplomb alla francese assolutamente ficcante.

«Vedo con piacere – ha esordito Scola – che la maggior parte di voi parla italiano: la mia più grande preoccupazione stamani era di dover parlare francese, lingua che una volta non aveva segreti per me ma ora li ha tutti.
Il mio grazie va a Jean A. Gili per aver portato ad Annecy il cinema italiano: mi inorgoglisce pensare che un critico straniero conosca il nostro cinema così nel profondo e nelle sue più intime intenzioni.
Tengo inoltre ad esprimere il mio personale compiacimento nell’annunciarvi che tutte le preoccupazioni dell’Italia sono finite. La cultura torna ad avere un posto preminente nella società non solo come interesse ma come vivida partecipazione da parte dei nostri politici. Mi rivolgo soprattutto a voi giovani, che qui in sala vedo numerosi, ora non avete più alibi. Non potete più dire che i politici non vi aiutano, che vi tarpano le ali perché da ora in poi il potere è al vostro fianco.
Anche per quest’anno il Festival di Annecy ha scelto il meglio del cinema italiano. Ricordiamo che è l’unico Festival del mondo specializzato nel cinema italiano che dà attenzione a quello bruttino, anche mediocre… Purché italiano. Ci auguriamo che ci siano tanti partecipanti: invitati o imbucati ad Annecy che si mostra come un lago ridente. Ringrazio tutti e ci sentiamo quando volete».
[PAGEBREAK] Anche il direttore del Festival Jean A. Gili ha espresso la sua soddisfazione nell’ospitare ad Annecy la produzione cinematografica italiana: «Ad Annecy non si avvertono le difficoltà del cinema italiano e sappiamo bene che quando si va a frugare nel vostro cinema si va sul sicuro, è talmente ricco che è difficile farne una cernita. Il manifesto di quest’anno è dedicato alla Sicilia, ritratta come una sfinge dall’estro creativo di Lorenzo Mattotti.
Ringrazio il segretario generale del festival Sonia Tedeschini per aver contribuito a delineare il programma di questa ventinovesima edizione. La produzione italiana è sempre più ricca nel campo del documentario e dei film a soggetto è il nostro Festival è un po’ come un paradiso che dà l’impressione che al cinema italiano non manchi proprio nulla e vada tutto bene».

Largo spazio sarà dato alla retrospettiva siciliana con ben sedici titoli, da ”Stromboli” di Rossellini a ”Nuovomondo” e ”Terraferma” di Crialese fino al recente ”Palazzo delle Aquile” di Stefano Savona e Alessia Porto, passando per classici quali ”Il bell’Antonio” di Mauro Bolognini, ”Sedotta e abbandonata” di Pietro Germi, ”La Leggenda del pianista sull’Oceano” di Giuseppe Tornatore, ”Salvatore Giuliano” di Francesco Rosi. Una vetrina di eccezione sarò riservata a ”I Viceré” e uno speciale omaggio andrà a Michel Piccoli con il Premio Attore Italiano, per vaer recitato spesso in Italia diretto da Marco Ferreri, Marco Bellocchio, Elio Petri e in ultimo da Nanni Moretti con “Habemus Papam”.
Tra i documentari, anche “Ritratto di Mio Padre” di Maria Sole Tognazzi.

Annecy Cinèma Italien dedica la rassegna alla memoria di Mario Monicelli, regista e amico più volte ospite del Festival dalla sua nascita fino alla retrospettiva a lui dedicata nel 2007 e ripresa poi dalla Cinémathèque Française.

Presente poi una selezione di nove documentari e nove film in concorso tra opere prime e seconde al vaglio di una giuria formata da Marco Risi (presidente), Maurizio Zaccaro, Simonetta Greggio, Noel Herpe, Francoise Etchegaray:
“Et in terra Pax”, “Scialla!”, “Tutti al Mare”, “Sulla Strada di Casa”, “Sette Opere di Misericordia”, “Il Gioiellino”, “Maledimiele”, “Corpo Celeste”, “Tatanka”.
I documentari che concorreranno per il premio finale sono invece “Polvere (Il Grande Processo dell’Amianto)”, “Scuola di Uomini”, “Per questi Stretti a Morire”, “Italy: Love it, or leave it”, “Il valzer dello Zecchino”, “Il castello”, “Left by the Ship”, “Fughe e Approdi”, “Termini Underground”.
Premio Sergio Leone, infine, assegnato a Daniele Gaglianone.

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