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Annihilator Reloaded

Se è vero che gli Slayer hanno avuto un ruolo determinante nella reunion degli Annihilator, motivando Jeff Waters a ricostituire una band che sembrava ormai persa nella mediocrità di uno spompato progetto personale, il tributo che “Criteria For A Black Widow” paga al seminale gruppo americano attraverso il suo brano di apertura è davvero significativo. Senza dubbio il pezzo più aggressivo mai composto da Waters, “Bloodbath” è per riffing e solismo vicinissima allo stile della coppia King-Hanneman, mentre il ritorno di Randy Rampage dietro al microfono è più ruggente e demoniaco che mai. Seconda traccia, e secondo tributo del disco, “Back To The Palace” omaggia il passato più glorioso del gruppo, riallacciando con ancora più vigore i rapporti con la prima incarnazione della band. Rispetto alla furia e all’ingenuità (freschezza?) di quei tempi, l’esperienza maturata permette l’inserimento in questo substrato compatto e moderno di molti degli elementi sviluppati nel corso degli anni, per un risultato notevolmente più duttile e mutevole, che passa rapidamente da una durezza simile a quella dei primi minuti del disco a sprazzi di una melodia ancora più levigata di quella dei break a cui si era abituati, sperimentando variazioni spesso inusuali anche per un gruppo imprevedibile come gli Annihilator. Il tutto non rende immuni da un certo senso di disorientamento, ma fornisce un ampio spaccato sul mondo musicale sviluppato da Jeff Waters, che da questo momento comincerà un nuovo percorso di evoluzione, ancora più spinto di quello passato e teso a evitare il soffermarsi su soluzioni ormai proverbiali per i canadesi. Per crearne delle nuove, chiaramente.

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